Nella mia vita di tutti i giorni mi occupo di ingegneria astronautica, ma, come mi ha definita una tra le mie più care amiche, sono un ingegnere atipico. La mia grande passione è la street art (sia ben chiaro, non sono una street artist, visto che sono impedita a disegnare qualsiasi cosa!), ma mi piace viaggiare o anche solo girare per Roma alla ricerca di nuovi murales. Quindi potete immaginare la mia felicità quando questi due mondi, apparentemente così lontani, si sono incontrati! Per tutto il 2015, infatti, l’artista francese Invader, farà “irruzione” nello spazio e nell’Agenzia Spaziale Europea.

Un piccolo mosaico, ispirato al famoso videogioco degli anni ’70 Space Invaders, è stato già trovato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dalla nostra Samantha Cristoforetti.

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Invader ISS
Credit: ESA/NASA

L’artista francese negli anni ha già ‘invaso’ più di 60 città in tutto il mondo, tra cui anche Roma, colpisce sempre a volto coperto e si definisce un AVNI, un Artiste Vivant Non Identifié (un artista vivente non identificato). Già nel 2012 si era lanciato oltre i confini terrestri, inviando un mosaico nella stratosfera a bordo di un pallone aerostatico. Evidentemente, però, la quota raggiunta non era abbastanza per lui, motivo per cui questi invasori  sono stati avvistati non solo sulla stazione, ma anche negli stabilimenti dell’agenzia europea in tutta Europa.

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EAC flags with Space Invaders
Credit: ESA

Il primo luogo invaso è stato la sede EAC (European Astronaut Centre) di Colonia in Germania, dove nell’arco di pochi giorni sono apparsi due mosaici, uno proprio all’ingresso principale e uno nella sala adibita al training sott’acqua degli astronauti, detta Neutral Buoyancy Facility.

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Mosaic art at Redu
Credit: ESA

La seconda invasione è stata fatta nel Centro di Controllo di Redu, cittadina belga, stazione di terra dell’ESA, dove i satelliti vengono sia controllati che testati.

Ma è stata proprio @AstroSamantha la complice di Invader: è grazie a lei che ora il mosaico Space Invader si trova attaccato al laboratorio europeo Columbus nella ISS a 400 km di distanza dalla Terra. L’intento di Samantha è quello di sfruttare questi mosaici per invitare gli studenti delle scuole elementari, tramite il concorso Create your own mosaic, a unire la geometria, i colori e la matematica in un’unica forma artistica, così come i megapixel compongono questi mosaici.

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SPACE2 installé dans le module Columbus de l’ISS
Credit: ESA/NASA

Notizie dell’ultima ora: meno di una settimana fa c’è stata l’ultima invasione, presso il centro di controllo ESOC a Darmstadt in Germania.

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Pacman Solar System
Credit: ESA

Ma le invasioni non finiscono qui, potete seguire tutti i progressi su Twitter attraverso gli hashtag #space2iss e #SpaceInvader.

 

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