Chi l’avrebbe mai detto ma questo mese Balle Spaziali meets il mondo della moda… Sì, sì avete capito bene, certo non aspettatevi vestiti, pantaloni o le mie amate borse e scarpe, bensì parliamo di tute spaziali del futuro, avveniristiche e altamente tecnologiche.

 Balle Spaziali meets fashion

L’evoluzione della tuta spaziale – Credit: uicbvisstudents.wordpress.com

Le tute spaziali per le attività extraveicolari attualmente in uso, chiamate EMU (Extravehicular Mobility Unit), sono ormai abbastanza obsolete e, come è accaduto al nostro caro Luca Parmitano, sono purtroppo soggette a problemi del sistema di raffreddamento, oltre ad essere estremamente complicate da infilare (sempre secondo il nostro astronauta catanese ci vogliono almeno 20 minuti!), poiché bisogna prima indossare i pantaloni, poi la parte superiore e infine unire le due componenti. Quindi la NASA in vista delle future esplorazioni umane nello spazio, specialmente verso Marte, ha deciso di commissionare all’azienda ILC DOVER  la realizzazione di due nuovi prototipi denominati Z1 e Z2.

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Z1 spacesuit – Credit: NASA

Sicuramente gli ingegneri che hanno progettato la tuta Z1 devono essere degli amanti di Toy Story, perché la somiglianza tra il prototipo americano e la tuta indossata da Buzz Lightyear nel famosissimo cartoon della Pixar è impressionante!

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Buzz Lightyear Toy Story – Credit: Disney

La Z1 è stata la prima tuta realizzata di questa nuova serie, progettata in modo ottenerne di più maneggevoli, notevolmente più leggere e snodabili, capaci di consentire ai futuri esploratori planetari di raccogliere materiale e camminare in modo del tutto naturale.

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La serie Z2 – Credit: NASA

Ma i nuovi prototipi ancora sotto progetto sono quelli per la tuta Z2 ed è qui che volevo arrivare. La società ILC DOVER li realizzerà con stampanti 3D, saranno usati materiali leggeri ma più resistenti agli impatti, i componenti saranno più confortevoli e maggiormente adattabili alle diverse corporature degli astronauti. Ma la NASA ha lanciato un sondaggio online per scegliere quale debba essere l’estetica del nuovo prototipo, tra tre diverse idee sviluppate da artisti della University of Philadelphia. Eccole!

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Biomimicry – Credit: NASA

Il primo design si chiama “Biomimicry“, decisamente ispirato alle profondità marine, con componenti filamentosi sul dorso che si illuminano al buio, quasi a imitare la bioluminescenza di alcuni organismi degli abissi.

Technology – Credit: NASA

Technology – Credit: NASA

Technology” probabilmente è il design più fantascientifico, con non solo fili luminosi, ma intere toppe in Luminex sul torace e sui fianchi con colori diversi per identificare i vari componenti della missione.

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Trendy in Society – Credit: NASA

L’ultima opzione da poter scegliere si chiama “Trends in Society“, si basa sull’idea di voler realizzare una tuta non per i giorni di festa, ma da tutti i giorni. A mio avviso, malgrado il nome più fashion, si tratta del modello meno accattivante.

Ora non vi resta che collegarvi qui ed esprimerete la vostra preferenza entro il 15 aprile. Io l’ho già fatto, che aspettate?

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