Poco più di un anno fa (qui) vi avevo parlato del programma statunitense Discovery: la NASA, grazie al potentissimo telescopio Kepler, è alla ricerca di pianeti simili alla Terra, al di fuori del nostro sistema solare. Ovviamente più questo telescopio scruta lo spazio profondo, più scopre dei nuovi pianeti, ma quelli che l’agenzia spaziale americana seleziona come gemelli della Terra sono solo quelli che teoricamente sono in grado di supportare la vita, perché si trovano nella zona circumstellare abitabile, cioè una sfera di spazio centrata nella stella di riferimento all’interno della quale un qualsiasi pianeta terrestre (per terrestre si intende roccioso) potrebbe essere in grado di mantenere l’acqua allo stato liquido. La ricerca degli esoplaneti è iniziata vent’anni fa, ben prima di Kepler, e in queste due decadi sono stati scoperti 5517 oggetti, di cui 1854 sono stati confermati come pianeti ma solo pochissimi sono potenzialmente abitabili (ovviamente questi numeri sono destinati a crescere). Ma la NASA pensa già al futuro (purtroppo non tanto prossimo) e ha creato un fittizio ufficio del turismo, Exoplanet Travel Bureau, dove è possibile esplorare le possibili mete e organizzare nei minimi dettagli il proprio viaggio.

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Credit: NASA/JPL

Non potevano mancare delle immagini accattivanti per attirare nuovi turisti, ma al posto delle classiche spiagge paradisiache a cui siamo abituati, i grafici della NASA hanno creato tre poster, bellissimi a dir poco, vintage, d’ispirazione anni ’30, per farci venire voglia di prendere una tuta spaziale e un casco e partire per raggiungere un posto ad anni luce di distanza da noi! Iniziamo il nostro viaggio da HD40307g, anche detto Super Terra, il cui volume è il doppio di quello del nostro pianeta, di cui non si sa bene se sia roccioso o sia solo composto da gas e ghiaccio, ma di sicuro si sa che la sua massa è otto volte quella terrestre, per cui la sua forza di gravità deve essere veramente molto molto forte!

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Potremmo scegliere invece di andare da Kepler-16b: potrebbe trattarsi di un pianeta gigante come Saturno e la sua temperatura media pare essere intorno allo zero ma la sua peculiarità è di orbitare intorno a due stelle, siete pronti ad avere due ombre?

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Credit: NASA/JPL

Infine prima di tornare a casa potremmo fermarci su Kepler-186f, il cui sole è più freddo e più rosso del nostro e questo potrebbe aver influenzato la fotosintesi clorofilliana delle piante, che quindi potrebbero essere rosse invece di verdi! Allora avete scelto la meta? Agenda alla mano: è tempo di pianificare il prossimo viaggio!

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Credit: NASA/JPL

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