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La crisi del 2008 non ha risparmiato nessuno, neanche la famosa agenzia spaziale.

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Questo il messaggio apparso il 1 ottobre sul profilo Instagram della NASA. Dal primo del mese, infatti, sono stati bloccati tutti i fondi federali degli Stati Uniti perché in sede parlamentare non è stata approvata la finanziaria 2014, perciò la NASA, la Biblioteca del Congresso e tutte le agenzie federali sono state costrette a chiudere i battenti, mandando all’improvviso tutti i dipendenti a casa.

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Per quanto riguarda l’agenzia spaziale, sono stati congedati 18000 dipendenti; stando a quanto dicono i giornali in servizio sono rimaste circa 600 persone, quelle necessarie per mantenere la sicurezza dei satelliti in orbita e, sopratutto, dei due astronauti statunitensi momentaneamente residenti presso la Stazione Spaziale Internazionale.

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Bloccati tutti i progetti di ricerca e i lanci già programmati. Un grave colpo non solo per l’industria spaziale americana, ma anche per quella europea, così fortemente dipendente da quella a stelle e strisce.
Tralasciando le preoccupazioni per l’ingente danno economico, una domanda sorge spontanea: è giusto che a far le spese di un braccio di ferro politico, siano la ricerca e lo sviluppo scientifico?

Foto © Nasa