Dove andiamo quest’estate in vacanza?

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Turismo spaziale

Qualche sera fa ero a cena con i miei genitori e i loro migliori amici. Uno di loro mi ha iniziato a incalzare di domande perchè aveva letto che si può compiere un viaggio nello spazio e che voleva seriamente prendere in considerazione questa opzione per la prossima estate.
Ovviamente io non l’ho preso molto sul serio, ma la questione del turismo spaziale nei decenni a venire diventerà realtà.
Per turismo spaziale si intende la possibilità di effettuare un volo suborbitale (un volo spaziale la cui orbita interseca l’atmosfera, senza però compiere una completa rivoluzione attorno alla Terra, per intenderci a una quota massima di 150km) o una breve permanenza all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Entrambe queste opzioni sono al momento appannaggio solo di alcuni fortunatissimi milionari che possono permettersi di spendere centinaia di migliaia di dollari per un’esperienza da brivido. La prima però è l’offerta turistica su cui si stanno concentrando diverse aziende private, specialmente americane (of course!), che vedono nello spazio il nuovo confine del lusso; mentre alloggiare sulla ISS è possibile soltanto tramite una agenzia spaziale nazionale.
Il primo turista spaziale della storia è stato, nel 1990, il giornalista giapponese Toyohiro Akyiama, che raggiunse la stazione spaziale russa Mir a bordo della Soyuz e il cui volo è stato sponsorizzato dalla stazione televisiva per cui lavorava, la TBS.

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Toyohiro Akyiama e l’equipaggio della Soyuz

Altri (gli americani di nuovo, of course!) considerano l’imprenditore e ingegnere astronautico (buonasera collega!) Dennis Tito il primo vero turista spaziale: nel 2001 ha speso ben 20 milioni di dollari per una settimana all inclusive presso la Stazione Spaziale Internazionale.

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Dennis Tito

Fino a circa 10 anni fa l’attività spaziale era appannaggio solo delle agenzie nazionali statali, che guardavano con scetticismo alle prime attività dei pionieri spaziali privati. A causa della crisi economica mondiale, invece, ad oggi è impossibile pensare a uno sviluppo delle attività nello spazio extra-atmosferico ad esclusiva partecipazione statale: i capitali privati diventano così fondamentali per la ricerca scientifica e commerciale, basti pensare alla collaborazione tra la NASA e la Space X. Nonostante ci siano ancora notevoli problemi, sopratutto legislativi e assicurativi, che minano le iniziative private, al momento sono circa una decina le aziende che investono in questo settore.
La Xcor Aerospace ha sviluppato Lynx: un aereo (perchè decolla e atterra orizzontalmente), che dal punto di vista propulsivo è un vero e proprio razzo e che consentirà a un passeggero pagante di effettuare un volo suborbitale di mezz’ora. Ovviamente sul loro sito internet sono già aperte le prenotazioni!

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Lynx

Il team di genialoidi di Armadillo Aerospace si è unito all’azienda Space Adventures per sviluppare una capsula che consenta un volo verticale a coppie per “soli” 110 mila dollari. L’idea non mi sembra molto innovativa, ma la loro pagina delle FAQ’s è esilarante.
La Bigelow Aerospace è a mio avviso l’azienda che propone l’idea più avveniristica, ma sopratutto la meno costosa: dei moduli gonfiabili da unire alla ISS per la permanenza a bordo dei turisti spaziali.
Ma la più importante tra tutte queste aziende, in termini di capitali, di progetti ma sopratutto di attenzione mediatica, è senza dubbio la Virgin Galactic, del magnate inglese, nonché Sir, Richard Branson. Giusto pochi giorni fa, il 29 aprile per la precisione, è andato a buon fine il volo supersonico di prova della nuova navetta spaziale, la SpaceShipTwo.

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SS2

La SS2 si è alzata da terra, precisamente dallo spazioporto America della compagnia nel deserto californiano, attaccata al suo aereo madre, il WhiteKnightTwo, dal quale, arrivata a 14 km di quota, si è staccata. Ha così azionato il suo potentissimo motore ibrido (per la prima volta in quota, visto che è stato installato a fine 2012) e in soli 16 secondi ha raggiunto Mach=1,2, ha cioè superato la velocità della luce nell’aria (Mach=1, cioè circa 300 metri al secondo), quindi è tornata a terra planando. L’obiettivo dei prossimi voli di prova sarà quello di raggiungere velocità tali da seguire le traiettorie stabilite per i voli commerciali. Cinquecento sono i posti già prenotati, principalmente da star mondiali, che per 200 mila dollari già a fine anno potranno provare il nuovo gioiello della tecnologia.

Volo SS2

Infine, il programma Mars One è alla ricerca di 24 (pazzi) volontari, che vogliano partecipare a un reality show molto sui generis: un viaggio solo andata per il pianeta rosso. C’è tempo fino a luglio per mandare il proprio video messaggio di candidatura e pagare la quota di iscrizioni (di soli 25 dollari) per poter sperare di essere selezionati per poggiare il proprio piede su Marte il 24 aprile 2023 e quindi iniziare la costruzione del villaggio marziano. Unico neo: nessun viaggio di ritorno previsto!

Foto © NASA, Space adventures, Virgin Galactic
Video © Virgin Galactic