balle spaziali

Quando dico che studio ingegneria astronautica generalmente vengo sommersa di domande sulla vita degli astronauti in orbita. Le più gettonate sono: come dormono (sapevate che vengono legati alle pareti dentro a una specie di sacco a pelo?!), come vanno in bagno (e la risposta non è affatto una cosa bella, meglio tralasciare) e, soprattutto, cosa mangiano.
Sin dalle prime missioni umane nello spazio, si pose il problema di fornire agli astronauti un’adeguata alimentazione. Gli scienziati si trovarono a dover rispondere a delle domande che nessuno aveva ancora preso in considerazione. In condizioni di gravità zero un uomo è in grado di deglutire? O potrebbe soffocare? E le briciole potrebbero provocare danni?
Gli uomini che nei primi anni Sessanta parteciparono alle missioni Mercury e Gemini erano soliti mangiare solo cibi passati contenuti in tubetti simili a quelli del dentifricio.
Nel 1962, John Glenn fu il primo a mangiare nello spazio: si nutrì di gelatina di mela per tutta la sua missione. Non c’è da stupirsi che gli astronauti tornassero sulla Terra visibilmente dimagriti.

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A partire dalle missioni Apollo, la NASA sviluppò un menù nutrizionalmente bilanciato con un’ampia varietà di scelta, dall’insalata di pollo alla zuppa di mais. Ciò nonostante, gli astronauti preferivano non mangiare pur di non andare in bagno. Si riempivano di lassativi prima del lancio ed evitavano poi di mangiare per tutta la durata del volo. Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi uomini a “bivaccare” sul suolo lunare con panini al prosciutto, bevande reidratabili e fettine di frutta!

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Negli anni Settanta vennero installati dei bagni più efficienti e gli astronauti iniziarono finalmente a mangiare. Così la ricerca avanzò e si scoprì che a gravità zero si poteva assumere tranquillamente del cibo, purché fosse sufficientemente umido.

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Attualmente lo Space Food Systems Laboratory è il laboratorio della NASA che si occupa della ricerca e dello sviluppo di alimenti idonei per lo spazio e dei relativi packaging. Nove mesi prima del lancio, vengono addirittura richieste agli astronauti le loro preferenze alimentari, in modo che un pool di nutrizionisti possa redigere dei menù bilanciati che seguano le esigenze di ciascuno.
I pasti più elaborati si mangiano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove gli astronauti seguono un menù specifico di sedici giorni, mentre per il resto del mese sono previsti snack o cibi pronti. Poiché la ISS è un progetto comune a livello mondiale, negli ultimi anni sono stati introdotti menù tipici di ogni cultura, dal sushi giapponese alle tortillas spagnole.

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Esiste persino un libro di ricette dal titolo The Astronaut’s Cookbook in cui l’autore Charles Bourland spiega come preparare cibi spaziali, nel vero senso della parola.

Se invece preferite optare per qualcosa di “già pronto”, su internet è possibile acquistare il gelato liofilizzato direttamente dall’azienda che rifornisce la NASA. Aspetto con ansia i vostri pareri!

Foto e video © Nasa