UNGHERESE, niente di più difficile! Si dice che sia una delle lingue più complesse al mondo, dopo l’arabo e il giapponese, e richiede molta memoria poiché non ci sono punti in comune con il nostro italiano, che possano aiutarci. Devo dire che piano piano, dedicando un po’ di tempo alla pratica e allo studio di pronuncia e grammatica, qualche risultato comincia a venir fuori, certo, il fatto di stare a contatto con soli ungheresi quotidianamente aiuta molto, soprattutto per la pronuncia.

a á b c cs d dz dzs e é f g gy h i í j k l ly m n ny o ó ö ő p q r s sz t ty u ú ü ű v w x y z zs
A Á B C CS D DZ DZS E É F G GY H I Í J K L LY M N NY O Ó Ö Ő P Q R S SZ T TY U Ú Ü Ű V W X Y Z ZS

Bisogna districarsi tra diversi modi di pronunciare le stesse vocali, cosa non facile per noi italiani e far fare un po’ di ginnastica alla nostra mandibola! Il suono della lingua ungherese è piacevole, non troppo duro come le lingue di ceppo germanico, ma neanche troppo melodico come il nostro italiano.

Come il latino o il greco antico non ha preposizioni ma casi, per cui ogni parola aggiunge un suffisso a seconda del significato. Non esiste in generale un genere nelle parole, non ci sono parole femminili o maschili e questo sembrerebbe derivare dalle antiche religioni e dall’antica cultura magiara secondo le quali uomini e donne sono uguali e anche negli antichi villaggi venivano trattati egualmente. La stessa parola ember che in ungherese significa persona deriva da due radici em (radice femminile) da cui derivano molti nomi di persona femminili come per esempio Emese e ber (radice maschile).

Certo è che non essendo una lingua molto diffusa, è raro che qualcuno decida di cimentarsi senza una ragione effettiva. In ogni caso lo studio della lingua è uno strumento molto utile per avvicinarsi e comprendere meglio la cultura di un popolo.

Foto: Timea Bagyinszky