Da poco meno di un’ora, con le candidature dei Golden Globes, si scaldano ufficialmente i motori per la cosiddetta Awards Season, la stagione delle grandi premiazioni. I più pignoli cinofili, che immagino con le mani alzate, obietteranno che già da qualche giorno si era cominciato a lavorare per Gennaio e Febbraio del nuovo anno con le nominations dei Critics Choice Awards, ma non voglio confondere troppo le acque ed anzi fornire ad amanti e non una guida e una serie di considerazioni su ciò che ci aspetta nei prossimi mesi.

Gli eventi: quali sono? Quali vale la pena seguire?

Bene, se avete sufficiente insonnia e tempo, nonchè passione e determinazione, la lista ufficiale è leggermente più lunga di quella nota: si comincia con i già noti Golden Globes Award, che si terranno il 7 Gennaio e che saranno presentati da Seth Meyers, si continua pochi giorni dopo con i precedentemente citati Critics Choice Awards, poi con i People Choice Awards per dare voce anche al popolo e non solo all’Academy, gli Screen Actor Guild Awards, dove sono gli attori a giudicarsi tra di loro, i Bafta sull’altra sponda dell’Oceano e infine l’evento degli eventi, gli Academy Awards, per gli amici Oscar. Sappiate che ce ne sarebbero degli altri, svariati altri, ma tengo alla mia vita.

Non scoraggiatevi, sono cosciente che è a dir poco impossibile riuscire a seguirli tutti, ma, anche se potrei fornirvi qualche (legalissimo) metodo per non perdervene nemmeno uno, direi che la cosa migliore è concentrarsi sempre sui più noti: Golden Globes, Bafta (per gli amanti del mondo inglese, in particolar modo!), Oscar.

Comprese dunque quante saranno le notti buttate per seguire stoicamente dal vivo gli eventi, è necessario un punto della situazione per capire come si stanno muovendo le acque e per chi potremmo e dovremmo fare il tifo.

Bisogna prima di tutto ricordare che comunque vadano le cose, quest’anno è stato un importante punto di svolta per il mondo cinematografico e non grazie alle vicende venute a galla del caso Weinstein e di altri molestatori noti al grande e piccolo schermo, ed inevitabilmente la cosa si sta confermando con i grandi nomi assenti nelle candidature viste fino a questo momento.

Inoltre, ahimè, noi abitanti del Bel Paese dovremmo affidarci alle critiche estere per moltissimi titoli in quanto la nostra attesa per vederli al cinema sarà più lunga in alcuni casi di quella per la notte degli Oscar.

Le nomination dei Golden Globes 2018 – TV

Affidandomi nel frattempo alle candidature fresche di giornata dei Golden Globes e alla mia grande passione per questa scintillante stagione, eccovi una buona dose di informazioni per arrivare preparati al primo grande evento dell’anno.

I Golden Globes sono uno dei vari eventi della Awards Season dove sia il cinema sia la televisione trovano spazio per essere premiate e in entrambi i casi ho notato grandi assenze e non sempre piacevoli sorprese.

Nel campo della televisione, si confermano sulla cresta dell’onda produzioni femminili come Big Little Lies, pochi giorni dopo l’annuncio di una nuova stagione con regista differente, The Handmaid’s Tale, la cui protagonista dovrà vedersela con una Claire Foy in The Crown” a dir poco divina nella seconda stagione, ma anche “Feud: Bette and Joan“, che ha riacceso in me una certa passione per le grandi star di un cinema oramai passato. Assente nella categoria delle serie tv comedy e musical, c’è Transparent, che paga pegno per i presunti comportamenti molesti del protagonista Jeffrey Tambor, che non sembra voler mollare l'”osso”, in questo caso il set e che non fa di certo buona pubblicità ad una bella produzione di Amazon.

Tra le new entry invece non si può non citare il nuovo gioiello della coppia Palladino, “The Marvelous Mrs. Maisel“, che conquista la sua prima candidatura come Miglior Serie Tv Comedy o Musical, così come Rachel Brosnahan come Migliore Attrice in una Serie TV Comedy o Musical; Freddie Highmore riesce a portare ai Golden Globes il suo meraviglioso “The Good Doctor“, con un’interpretazione spettacolare di un chirurgo autistico, mentre Jessica Biel, alle prese per la prima volta sia come produttrice che come attrice, riesce a convincere con “The Sinner“, candidata, assieme alla sua protagonista. Infine un piacevole ritorno di Will & Grace, che ha trovato a dir poco nuovo e succoso materiale con la presidenza Trump e che splende come se non avesse mai smesso di farlo in questi anni. Le più note testate cinematografiche americane si chiedono però che fine abbiano fatto gli altri attori della serie non candidati, così come anche quelli di Game of Thrones e della comedy targata ABC The Good Place. A quanto pare non ci sembra essere posto per tutti, nemmeno per i più veterani.

Golden Globes 2018 – Il cinema

Le cose si fanno ancora più interessanti passando al cinema dove a quanto pare la corsa contro il tempo di Ridley Scott per sostituire Kevin Spacey con Christopher Plummer pare abbia funzionato, guadagnandosi una serie di candidature inaspettate, tra cui Miglior Regista e Miglior Attore Non Protagonista per lo stesso Plummer. La cosa non mi è stata di particolare gradimento, facendo sembrare la presenza del film, dopo gli scandali avvenuti, quasi un obbligo, più che un merito. Altra grande delusione non solo l’assenza di Luca Guadagnino (il suo Chiamami con il tuo nome, però, ha ricevuto ben 3 nomination) ma soprattutto di una delle registe più lodate del momento, Greta Gerwig. A quanto pare le numerose recensioni positive non sono sufficienti per introdurre una donna capace come lei nella cinquina finale, costringendomi a pensare che ci si muove ancora moltissimo come gamberi e temendo un orizzonte simile anche per gli Oscar. Tirarmi su di morale è impresa difficile, ma aiutano in qualche modo  la presenza di Timothée Chalamet, che sarà il nuovo cavallo su cui puntare dopo questa stagione di premiazioni, quella (ultima?) di Daniel Day-Lewis per “Phantom Thread” nella stessa categoria di Miglior Attore Protagonista per un Film Drammatico, gli sforzi premiati di Christopher Nolan con Dunkirk, l’opera prima di Aaron Sorkin e la fitta presenza di “The Shape of Water” di Guillermo del Toro, che ha molto da insegnare in un contesto di paura verso l’altro.

Sono candidature dettate dall’ovvietà in alcuni casi ma anche da una certa varietà interessante, che rendono quelle future agli Oscar nient’affatto scontate.

C’è da vederne delle belle e sono pronta ad aggiornarvi dopo il primo grande evento di questa stagione e con le candidature dell’Academy alla mano.