Disegno vs. Parole nel libro di Tito Faraci e Sio

Tito Faraci è uno dei più importanti sceneggiatori italiani di fumetti. Forse, senza saperlo, avrete letto le sue storie su Topolino, Dylan Dog, Tex o Diabolik e grazie a lui avrete scoperto uno Spiderman tutto italiano.

Sio, invece, è un ragazzo di 28 anni. Nato a Verona è il fumettista italiano più famoso sui social network, come conviene alla sua generazione. Fondatore di Scottecs, un canale YouTube con più di un milione di iscritti, quando non disegna gira videoclip per gente come Elio e le Storie Tese.

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Due generazioni a confronto, due mondi diversi, due identiche passioni: la scrittura e l’immagine. Dal loro incontro nasce una creazione unica e surreale: “Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri“. Pubblicato da Feltrinelli,  questo è un libro che non è proprio un libro, una sceneggiatura che non è proprio una sceneggiatura e un fumetto che non è proprio un fumetto.

Una creatura borderline, con le parole di Faraci scritte come una sceneggiatura teatrale e i disegni di Sio ad illustrare una storia assurda. La storia, appunto, è quella di Gregory Rosboff  e della sua ricerca della verità circa la propria famiglia e le proprie origini, partendo dalle campagne del Wisconsin. Finirà in mezzo a un complotto per rovesciare, in senso stretto, lo zar di Russia. In questo viaggio surreale Gregory si imbatterà più volte in uno strano libro, che racconta le gesta di un tal Max Middlestone e del suo gigantesco cane di trecento metri.

tito faraci scottecs

A garantire una comicità radioattiva l’alternarsi di toni: il testo, a sinistra, che strizza l’occhio al melodramma e le vignette, a destra, che trasformano la parola in farsa, burla, ritratto dell’assurdo.

Un esempio intelligente di come si possano far dialogare, scontrare, combattere, parole e immagini, tenendo insieme una storia e dei personaggi che sembrano evadere e assumere vita propria.