Il fatto di odiare i centri commerciali non è una ragione per non poterli osservare da una prospettiva diversa, andando oltre le tante marche sponsorizzate, oltre l’idea di shopping frenetico, oltre la gente, le borse, i sacchetti e le code alle casse.

E così un martedì pomeriggio in cui coincidenze astrali hanno permesso di alzare il naso dal pc di tutti i giorni, diventa un momento ideale per fare una pausa, per prendere un tè con un’amica al Bon Marché e per guardare sotto un’altra luce e con una calma differente la bellezza architettonica intorno a me.

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Icona di una Rive Gauche elegante, artistica, attenta alle mode e alle nuove influenze culturali, le Bon Marché è il simbolo dell’avanguardia commerciale parigina. Creato nel 1852, quando tutt’intorno era un brulicare di canoniche attività commerciali, di boutiques comunemente intese, il Bon Marché rappresenta il primo esempio di grande magazzino. Una coppia trasferitasi a Parigi perché attirati dal fermento cittadino, Aristide Boucicaut e sua moglie Marguerite, creano questo concentrato di moda, arte e tendenze, dove è possibile passeggiare indisturbati, anche solo per ammirare e lasciarsi ispirare, e dove è possibile trovare, nello stesso luogo e nello stesso momento, un’infinità di proposte di tutti i tipi, con la novità di avere dei prezzi fissi, da tutto il mondo, con consegne a domicilio, momenti promozionali, possibilità di cambiare la merce…tutte cose che suonano scontate alle nostre orecchie, incredibilmente innovatrici all’epoca. Per la prima volta viene creata una toilette per signore all’interno del centro e una sala di lettura per intrattenere i mariti durante lo shopping delle consorti.

Non contenti del successo commerciale nel 1875, la coppia aggiunge alla parte commerciale una galleria d’arte, per compiere la funzione di mecenati alla scoperta degli artisti dell’epoca e organizzando mostre ed esposizioni temporanee per giovani artisti desiderosi di uscire dall’anonimato con l’audacia di affrontare il giudizio dell’affermata clientela.

Nel 1984 il complesso sarà riacquistato dal gruppo LVMH, che manterrà la tradizionale impronta per ripartire e posizionare il Bon Marché come centro di lusso, faro di una clientela selettiva. Immagine e posizionamento che sono tuttora rispettati. Della tradizione resta l’atmosfera, resta l’architettura. Del DNA artistico resta, al posto della galleria, un’esposizione di quadri che impreziosiscono le pareti lungo il percorso dello shopping di marca, così come restano eventi culturali organizzati, tra le sale del centro.

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Un elemento unico nel suo genere che caratterizza il Bon Marché è la sua celebre épicerie, che si trova nell’edificio giusto di fronte. Creata nel 1923 raccoglieva già allora prodotti freschi e non, provenienti da tutto il mondo. Un assortimento che si estende nel tempo andando ad offrire nicchie locali di prodotti introvabili, allora, e molto ricercati o poco conosciuti, oggi. Gli ultimi cambiamenti sono recenti, risalgono al 2012, quando all’immensa superficie vengono aggiunti degli angoli di produzioni fresche e artigianali, preparate al momento e una cantina di vini elegante e moderna al tempo stesso. (NB: per intenderci tutto stupendo come è detto, ma se partite con l’idea che possa diventare il vostro nuovo alimentari sotto casa…ecco preparate una carta di credito illimitata…)

L'épicerie...e sono solo le marmellate...e neanche tutte...

L’épicerie…e sono solo le marmellate…e neanche tutte…

Camminando con questo spirito di scoperta e con questa consapevolezza di altri tempi, non si ha l’impressione di essere in un grande magazzino, gli abiti esposti o le marche conosciute quasi non si vedono, per quanto l’allestimento delle vetrine sia degno di nota, e resta il gusto per l’eleganza, per l’imponenza, per il bianco e l’oro di un’architettura preziosa, per gli spazi immensi e per il silenzio nonostante l’immensa superficie. E così si trova della pace bevendo un tè a due mentre si parta del più e del meno, guardando il passeggio alla finestra che affaccia su rue de Sèvres, fino a scorgere l’incrocio con rue de Babylone, famosa e rinomata strada.

photo credit: instagram MeryJoyce

photo credit: instagram MeryJoyce

Ecco, ritornando con i piedi per terra dubito che tutta questa serenità di spirito si possa trovare durante il weekend o durante i periodi di saldi, quindi il consiglio è quello di programmare una visita strategica al Bon Marché, magari approfittando di una mattinata insolitamente libera. Eviterete isterismi derivanti da scontri frontali con le parigine spietate che, se spintonano tutto l’anno munite di spalla d’acciaio e gomito affilato, vi lascio immaginare quando in palio c’è l’accaparrarsi l’ultima taglia di un capo scontato…avvisate!

(Photo Credits: www.lebonmarche.fr)

Au Bon Marché
24 rue de Sèvres (7ème)
Métro: Sèvres-Babylone, Rue du Bac