“Cave canem” si diceva nell’antica Roma; stiamo sempre sguazzando in territorio nostrano.

Tanto per non snobbare sempre la musica italiana, è bene portare alla luce del sole certi gruppi di nicchia che sanno fare davvero bene il loro lavoro.

Nello specifico, stiamo parlando de “I Cani”, gruppo elettropop romano. Si auto-definiscono “l’ennesimo gruppo pop romano”, e chissene se sono l’ennesimo gruppo romano, pur avendo all’attivo solo 3 brani (così testimonia il loro soundcloud), sono 3 brani forti e orecchiabili, due dei quali sono stati prescelti nello scalare classifiche di fine anno di tanti blog italiani di musica.

Detto questo, pur essendo brani che fanno pensare a canzonette ballabili, come “I pariolini di 18 anni”, in cui si narra la realtà romana di quella “casta” (si fa per dì) di fighetti figli di papà, le parole della narrazione cantata arrivano come uno schiaffo in faccia di realtà, un testo sarcastico che va a braccetto con la musica quasi frenetica e super  ballabile.

E a tutti verrebbe voglia di fare “i filmini con le quartine” e “le aperte con i motorini”, diciamoci la verità.

Per il periodo natalizio, poi, sono riusciti a farci ascoltare “Il pranzo di Santo Stefano”, testo ironico, musica leggera e finale amaro che scoppia come una bolla di sapone, che li hanno così consacrati nell’Olimpo della musica indipendente italiana dell’anno.

Dei Cani non conosciamo il volto, che male c’è, l’anonimato li fa crogiolare in questo alone di mistero che a noi piace tanto, e poi ci frega molto più della loro musica che già ascoltiamo in loop.

Sappiamo solo che stanno lavorando al disco (finalmente!).

E a questo punto non vediamo l’ora di sentirli “abbaiare” dal vivo.

On air: “I pariolini di 18 anni”, “Wes Anderson”, “Il pranzo di Santo Stefano”.