Shanghai, Café des Stagiaires

Festa al Café des Stagiaires

WELCOME TO SHANGHAI

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L’entusiasmo dell’arrivo a Shanghai è una cosa bellissima. “Lo street food cinese è la fine del mondo e non mangerò nient’altro che questi noodles oliosi per strada per il resto della vita! Posso bere gratis in un bar diverso ogni sera solo per il fatto di essere una ragazza! Ma quanto è incredibile questo locale sotterraneo oscuro e pseudo-berlinese, sarò qui sicuramente ogni weekend!”. Dopo un po’ però la Cina inizia a non essere più il paese dei balocchi: la metropolitana alla mattina è un incubo, l’atmosfera è sempre coperta da una patina di grigio, l’Italia inizia a sembrare la terra promessa, dove l’aria profuma di lillà e dove gli aperitivi e la pizza e le pause caffè rendono più felici le vite delle persone.

French concession, Shanghai, live music, café

Café della French Concession

LA VITA ZEN DI CITTÀ

Ma a Shanghai, per fortuna, se sei un nostalgico ci puoi vivere come se fossi in Europa. Il mio amico Dave, che pur essendo cinese ha l’anima di un hipster parigino, è il tipo di persona che vive una vita molto bella e zen in una città caotica e poco sana. Ha uno studio di registrazione fai-da-te nel suo appartamento, si tiene informato su questo o quell’altro evento imperdibile, gira spesso in bicicletta (rigorosamente pseudo-vintage). Da lui e dagli expat più esperti ho assimilato le regole d’oro per vivere sani e belli – e divertirsi con stile – in un posto come la Cina:

1) Andare a vivere negli edifici anni ’20 della French Concession e riempire l’appartamento di cose dell’Ikea e quadri comprati su internet.

2) Passare la domenica pomeriggio ad oziare per ore e bere caffè americani nelle caffetterie stile europeo (si vive bene anche senza espresso). Se servono pure i waffle, è il paradiso.

3) Scappare occasionalmente nei dintorni di Shanghai: nelle bellissime Suzhou e Hangzhou, o nel villaggio antico Zhujiajiao, dove fanno mercatini una volta al mese. Nei momenti di crisi, investire in un biglietto aereo last-minute per le Filippine.

4) Andare a Yongkang Lu, la stradina dei bar di Shanghai che è piena di vita già ad orario aperitivo ed è la cura per tutti i nostalgici dello spritz. Se proprio dobbiamo darla vinta ai francesi, c’è da dire che il posto migliore per un aperitivo è il celebre Café des Stagiaires.

5) Snobbare i tamarrissimi club cinesi in favore dei quattro posti underground di Shanghai: il Dada, lo Shelter, il Mansion, e l’Arkham.

Dj Cavia, Shanghai, KTGA, Kick The Gong Around, '80s

Dj Cavia alla festa anni ’80 di KTGA

IL DJ


In quanto esperto assoluto della vita notturna shanghaiese e persona che non si sveglia mai prima dell’una di pomeriggio, dj Cavia mi sembrava la persona più interessante a cui chiedere storie di vita vissuta nella sfavillante Shanghai. In città Cavia è praticamente eroe nazionale: ha una cultura musicale impressionante ed è famoso per i suoi dj-set in cui mixa i pezzi creati da lui con altre cose di generi diversissimi (passa con nonchalance da Jimi Hendrix all’oscura hip-hop anni ’90 fino ai Franz Ferdinand). Per me resterà sempre il dj che porta tanta gioia alla gente mettendo gli Strokes in una città che sembra impostata perennemente sul techno-minimal. È stato alla festa a tema barocco organizzato dalle ragazze di Kick The Gong Around che Cavia ha creato una playlist con Vivaldi, gli Strokes, e pezzi punk, prendendo ad ispirazione la colonna sonora di Marie Antoinette di Sofia Coppola. Cavia mi ha raccontato tante storie interessanti su come da ragazzino si è fatto una cultura musicale in un posto dove non venivano importati cd (risposta: cd piratati di George Michael e canzoni di Bryan Adams che passavano su MTV China) e su quanto fosse emozionante quando per la prima volta una band straniera ha suonato in Cina (gli Wham!). Cavia vive di notte, tra musica e mille altri progetti. In un articolo che ho letto, si auto-proclamava un otaku (praticamente, uno slacker giappofilo), ma da quello che mi racconta dei suoi frenetici weekend sembra più che altro un PR musicale, quella persona che è ovunque e sa tutto di quello che succede in città, senza però tempestarti di inviti ad eventi e fare pubblicità. È un tipo di classe.

Shelter, Shanghai, underground

Logo dello Shelter

I TAXI E I CLUB

La vita notturna in Cina sembra così frenetica perché i taxi costano molto poco, ed e quindi è perfettamente normale per la gente passare per quattro locali diversi in una sera. In quanto ad atmosfera, è impossibile non amare lo Shelter, un locale sotterraneo dalle pareti nere e soffitti arrotondati a cui si arriva attraverso un’oscura rampa di scale e un tunnel. La selezione musicale è sempre all’avanguardia e di qualità. Per le serate più allegre e alcoliche c’è il Dada, dove c’è sempre una bellissima selezione di hip-hop ed elettronica, e gente a vari livelli di ubriachezza e molto amichevole (intavolare conversazioni a caso giocando a calcio balilla a lato del dancefloor è un must). L’Arkham è un altro must-go, con il suo tunnel di colori neon e le proiezioni molto arty durante i dj-set, mentre il Mansion è una villa nella periferia di Shanghai in cui le feste durano più di 24 ore come a Berlino: chi mai se ne vorrebbe andare quando puoi dormire sui divani e fuori c’è pure la piscina? È praticamente come fare festa per due giorni nella casa di Seth Cohen in The O.C.

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Soffitto del tunnel che porta all’Arkham

ENGLISH VERSION

The enthusiasm that comes with moving to Shanghai is something incredible. “Street food in China is the best thing I’ve ever had and there’s no way I’m ever eating anything else! I can get drinks for free at Ladies Nights for the simple fact that I’m a woman! Oh how I love this Berlin-esque obscure underground club, I will be here every weekend!”. After a while though, you start realizing that China is not Wonderland, that greasy food is not good for you, that subway in the morning is a nightmare, that the atmosphere is always grey and smelly, and so is the air you’re breathing. In your imagination, Italy starts to look like the promised land, a land where the air has the perfume of lilac and where pizza, coffee breaks, and aperitivo, make people’s lives happier.

However, if you’re a nostalgic living in Shanghai, you can still get the chance to live as if you were in Europe. My friend Dave, who’s Chinese but has the soul of a Parisian hipster, is the kind of person who lives a very nice “zen” life in a chaotic and unhealthy city. He made himself a recording studio in his apartment, he often rides a vintage-looking bike, and he’s always updated on what’s going on in town. I learnt a lot of basic notions from him and some expat friends on how to keep fresh and healthy, and have fun, in a place like Shanghai:
1) Live in a ‘20s building in the French Concession and fill your place with IKEA things and prints bought on the internet.
2) Spend Sunday afternoon lazing around in cafés (life can be good even with no espresso). If they serve waffles too, it’s paradise.
3) Occasionally escape to the pretty places outside Shanghai: Hangzhou, Suzhou, or the old village called Zhujiajiao where they hold monthly vintage markets. In the moments of crisis, take the money you’d have spent in booze and invest in a last-minute ticket to Philippines.
4) Go to the popular bar street Yongkang Lu, where you can actually get the feeling you’re having a real aperitivo.
5) Avoid the trashy and mainstream Chinese clubs in favor of the four underground spots in Shanghai; Dada, Shelter, Mansion, and Arkham.

As an absolute expert on the Shanghainese nightlife and a person who never gets up before 1 p.m., dj Cavia seemed like a person who could tell me a lot of interesting things about his life in the glamourous Shanghai. Cavia is basically a national hero: he’s got an impressive knowledge of the most disparate kinds of music, and he’s famous for his sets where he mixes material that goes from Jimi Hendrix to some obscure ’90s hip-hop or Franz Ferdinand. To me, he will always be the dj who brought joy to lots of people playing The Strokes in a city whose soundtrack is always set on minimal techno. Among the best mixes he created are the “baroque/punk” or “’80s vibe” ones that he played at the vintage parties organized by Kick The Gong Around. Cavia told me a lot of interesting stories about how, as a kid, he managed to listen to foreign music in a country where there were no imported CDs (answer: cracked CDs and Bryan Adams songs on MTV China) and how exciting it was when, for the first time, a foreign band (Wham!) came to play in China. Cavia lives by night, working on music and tons of other things. In an article I read, he talked of himself as an “otaku”, but from what he tells me about his hectic weekends he seems more like a music PR, that person who knows absolutely everything about absolutely anything (cool) happening in town.

Nightlife in Shanghai seems so tumultuous and exciting because taxis are cheap, and so it’s perfectly normal for people to hang out in four different places in one night. If we consider the atmosphere, it’s impossible not to love Shelter: an underground techno club with dark walls and rounded roofs, and a dim tunnel that leads to it. For more cheerful and alcoholic nights there’s nothing better than Dada, that always has a great selection of hip-hop and electronic, and friendly people at various levels of drunkenness (talking randomly to people while playing table-football is a must). The other two cult places are Arkham, with its tunnel of neon colors and arty projections during the dj-sets, and Mansion, a villa in the outskirts of the city where the parties can last a whole weekend like in Berlin. Who would ever want to leave when there’s couches for you to sleep on, and you’re basically partying in a mansion like Seth Cohen’s in The O.C.?