Arteterapia: è l’unione di due parole che, insieme, sono una potenziale medicina curativa. Pensate di essere depressi o malati e di ritrovare parte della vostra forza prendendo in mano un pennello, una matita o della creta.

Non ci avete mai pensato né provato, lo so. E conosco anche il motivo: siete terrorizzati dall’idea di sbagliare, pensate di non saper fare nemmeno un cerchio col bicchiere. Ma vi state sbagliando! L’Arteterapia non è per soli artisti. E’ una medicina speciale che viene affiancata a quella tradizionale con risultati meravigliosi. E’ usata in Italia nei reparti di psichiatria, nelle comunità, nelle strutture di ambito preventivo e artistico pedagogico. Coinvolge tutto il corpo, con musica, arte e danza. Questa disciplina riconosce la creatività artistica come un’esperienza umana capace di oltrepassare i limiti posti dall’ambiente e da qualunque genere di handicap.
Importanti nomi dell’arte sono strettamente legati a questa pratica creativa, per esempio Vincent Van Gogh e Paul Gauguin sperimentavano l’uso del colore in modo completamente emotivo. I benefici che si possono ottenere sono infatti innumerevoli: oltre a migliorare la qualità della vita, l’arte arricchisce anche la personalità di chi la pratica, favorendo la trasformazione del rapporto mente-corpo.

Dopo tre anni di incisione, posso dirvi con certezza e sincerità che per me è stato così. Ecco qui il motivo della mia scelta, mi sono detta: ”Attilia se ha funzionato su di te, può funzionare anche su tutto il resto del mondo!” Nel creare un’opera non si dà solo dimostrazione della propria bravura, “si getta fuori” il mondo interiore che più ci piace o più ci raccapriccia. Non è certo però un percorso di solo rilassamento! Provate a pensarci, oltre i ricordi della maestra che denigrava i vostri disegni, oltre il pregiudizio di non essere capaci. Sono sicura che al telefono, mentre parlate con le amiche, pasticciate i vostri post-it. Partite proprio da lì, cosa credete? Che quel disegno non sia uno scarabocchio delle forme che inconsciamente più prediligete?