L’ultima cosa da aspettarsi nell’ultima settimana di marzo è il diluvio, ma così è, pertanto non resta che adeguarsi. Il ticchettare della pioggia alla finestra riporta al naso l’odore dell’acqua nascosta nelle cose: l’erba inumidita, la terra che trasuda, pelle umida e capelli bagnati. L’acqua nelle cose mi fa sempre pensare al cuoio, a quell’odore androgino e compatto, senza sesso e confini. Non passa giornata di pioggia senza il pensiero di spuzzare i profumi più caldi e avvolgenti, che ti fanno pensare alla stagione giunta agli sgoccioli. Il verde delle gemme, i primi caldi e lo sbocciare dei fiori riporterà con sé la rinascita, i profumi delicati, spontanei, leggeri e nuovi perché senza memoria. La fine dell’inverno è l’epilogo di uno scorrere del tempo lento, come se la vita giacesse là fuori, senza curarsi della presenza altrui. Strati di tessuto ci distanziano da quella vita, fuori dalla finestra del nostro pensiero. I profumi del freddo sono più meditativi, vanno annusati al caldo e nel silenzio della natura che ci conserva nel tepore sotto i tetti: il cuoio è il principe di questo vissuto che ci abbandonerà tra poco, tanto vale goderselo ora.

I profumi caratterizzati dall’ aroma di cuoio, spesso accostato e rum e tabacco, sono davvero numerosi. Una versione contemporanea molto interessante è sicuramente quella di Naomi Goodsir, che ci regala un eau de parfum: Cuir Velour. Lo descrivono come un profumo opulento e pieno, vellutato e succoso come una pesca fresca. Descrivere un mélange invernale come un frutto estivo è di per sé un indizio intrigante, vi assicuro che non delude.

Cuir Velours Web

Proseguiamo nel mondo del cuoio olfattivo in una scala che si muove verso una sempre maggiore intensità e tocchiamo un profumo che non si può non conoscere: Dzing! Il naso Olivia Giacobetti crea per l’ Artisan Parfumeur questa fragranza, che si presenta con l’immagine di una donna in sella ad una tigre, rivisitazione laica della dea indù Durga, allegoria della potenza ambivalente creativa e distruttiva. Il cuoio si presenta intenso, ma ammorbidito dal muschio finale, dai legni caldi e dalle note toffee che aprono la fragranza. Un po’ come un cavallo sellato che vive nel salotto di casa vostra. Dzing! ricorda il circo, dalle ciprie profumate delle acrobate, alla pelle dei felini: una donna in sella, sicura e libera.

dzinggrande

Chiudiamo il nostro percorso sulla “pelle” con la versione pulita, elegante e secca di Passion Boisée. La Maison Frapin si fregia di questa classica versione del cuoio che si apre con la freschezza delle note agrumate, scaldandosi poi con il patchouli e con una stuzzicante nota speziata. L’eleganza della Francia del Nord, dove lo zucchero parigino lascia spazio al vento freddo oceanico avvolte da un cappotto.

passionboiseegrande

Insomma, se siete amanti di questa famiglia olfattiva non potrete non innamorarvi di questa trilogia. Donna in sella o donna in poltrona: ce n’è per tutte, no?