La Strada è un unico piano sequenza, concepito per esprimere i concetti del femminismo e per andare diritte al cuore del progetto Armaud (alter ego artistico di Paola Fecarotta), che con il suo pop racconta nuovi immaginari femminili. La macchina a mano di Silvia Clo Di Gregorio, dal tocco realista, mostra tre donne attraverso la loro personalità, proponendo un’estetica femminile lontana dai canoni del pop italiano.

«Siamo abituati a vedere un’immagine femminile patinata, che ci fa perdere il contatto con la normalità e l’espressione della propria sensualità lontana dallo sguardo maschile»

Paola Fecarotta e Silvia sono due “vecchie amiche” di Cosebelle: abbiamo conosciuto Armaud ai tempi di questo disco e Silvia, invece, è una storica Cosebeller. Le abbiamo intervistate per scoprire di più sul super girl power de La Strada.

Paola, innanzitutto: bentornata! Ci ritroviamo qui su Cosebelle Magazine dopo due anni e mezzo. Ti avevo intervistata in occasione di un altro album firmato Armaud, How to Erase a Plot: c’erano atmosfere ampiamente diverse, era diversa anche la lingua in cui cantavi, l’inglese. In quell’intervista mi avevi detto: «L’ispirazione nasce dal movimento e si sviluppa nella stasi. Ho raccolto le esperienze della mia vita e grazie al silenzio sono riuscita a metterle in ordine». Che cos’è cambiato – musicalmente parlando, ma non solo – in questo lungo periodo?
Paola: Ciao Regina, è un piacere ritrovarti! In questo lungo periodo sono cambiata io e di conseguenza la mia musica. Penso che una cosa bella del fare qualcosa di artistico sia proprio la possibilità di esplorare i vari lati della propria personalità.
Mi auguro di non perdere mai questa spinta creativa e di continuare ad esprimermi liberamente.

Com’è stato scrivere e cantare in italiano?
P: È stato un passo importante che è venuto in maniera molto naturale. Ho levato il filtro dell’inglese che in qualche modo mi proteggeva dall’essere capita e veramente ascoltata. Adesso mi trovo a comunicare in maniera più diretta e per me è una grande conquista personale.

In anteprima solo per Cosebelle le fotografie di backstage scattate dal fotografo Michele De Punzio dal set de La Strada diretto da Silvia Di Gregorio.

Dalle atmosfere brumose di How to Erase a Plot ai glitter, al rosa, al girl power. Il videoclip di La Strada è super Cosebelle!
In attesa di ascoltare Monolocale, il tuo nuovo EP in uscita quest’anno, ci descriveresti il tuo nuovo approccio al pop?
P: Ho sempre amato il pop pur non avendo le caratteristiche vocali tipiche del genere, se così si può dire. Forse è proprio per questo che durante la scrittura di Monolocale mi sono presa la libertà di esplorare questo mondo senza ragionarci troppo, cercando di adattarlo al mio linguaggio ed è stato divertente e stimolante!

Silvia, sul nostro magazine hai portato la tua passione per il food photography, ma forse non tutti sanno che hai studiato cinema e che sei una direttrice della fotografia e regista. Qual è l’idea che hai voluto sviluppare dirigendo La Strada?
Silvia: Sono all’interno della Redazione da tanti anni, sono la più “piccolina”, infatti quando ho iniziato a fotografare le varie ricette ero ancora minorenne. La fotografia è sempre stata la mia passione, mutata poi con gli studi in direzione della fotografia.
Con Paola abbiamo sviluppato il concept insieme, è stato tutto ragionato nei minimi dettagli. Le nostre chiacchierate durate mesi sono diventate, oltre che una terapia del cuore anche l’idea del video. Volevamo studiare come liberarci dai pesi, come diceva Calvino, il prendere la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. Unire i nostri gusti pop e, al tempo stesso, sperimentali sia dal punto di vista del linguaggio, con la scelta del piano sequenza, che dell’immaginario estetico.

Silvia Clo Di Gregorio dirige La Strada, il nuovo video di Armaud

Oggi, più che mai, sappiamo che il femminismo non riguarda il dover dimostrare qualcosa, essere qualcosa, conformarsi a qualcosa. Non c’è un modo giusto o sbagliato di essere femministe.
Qual è La Strada che avete scelto per mettere in pratica il femminismo, nella vita quotidiana?
La strada del coraggio. Per noi donne non è mai facile esprimere qualcosa che sia diverso da quello che gli altri si aspettano. Nel video, per esempio, abbiamo scelto di raccontare un immaginario pop differente, in maniera critica e non ironica, in contrasto con il mood della canzone. Durante i mesi di preparazione, ci siamo imposte di non tradire noi stesse per compiacere le aspettative altrui. è per questo che abbiamo volutamente inserito ragazze normali nella coreografia e che non fossero ballerine professioniste. L’idea era quella di mostrarci così come siamo, imperfette e senza filtri: libere. E forse ci siamo riuscite perché non tutti hanno recepito il messaggio.

Nell’ambito musicale e in quello cinematografico, quanto sono affermati la “voce”, il ruolo, la presenza femminile?
Purtroppo sono poco affermate. L’arte non dovrebbe selezionare le creazioni in base al genere. Nell’industria culturale si è abituati a vedere la donna come oggetto di visione e non come talento attivo di creazione, fortunatamente negli ultimi mesi la situazione sta cambiando, i ruoli sia nel cinema che nell’ambito musicale si stanno ribaltando. Noi crediamo in questa grande rivoluzione, anche se ci vorrà del tempo.

Secondo voi ha ancora senso, oggi, parlare di “musica indipendente” o di “cinema indipendente”?
Ha senso parlare di arte “indipendente” nei termini di contenuti e di immaginari definiti, diversi da quelli mainstream. é importante non dimenticare che dietro ogni progetto “indipendente” ci sono professionisti, investimenti e idee al pari delle grandi produzioni.

Siete accomunate dall’aver trascorso una parte della vostra vita lontane da “casa”: tu hai vissuto a lungo in Olanda, Paola, dove hai studiato jazz; mentre tu, Silvia, hai lasciato Verbania e la vita di provincia per trasferirti a Roma. Dove vi vedete tra cinque anni?
P: In giro per il mondo.
S: Ho cambiato tante città, durante il mio ultimo viaggio a Parigi già dopo poche ore ho realizzato che mi sarebbe piaciuto trasferirmi nella capitale francese per un periodo. Non disdegnerei anche luoghi un po’ più caldi, sono sempre affascinata dal Sudamerica, nonostante ci sia poco lavoro nell’ambito del cinema, un mercato ancora in via di sviluppo.

Proprio Roma è stata il vostro luogo d’incontro. Ci raccontate del progetto Margarina?
Silvia: Io e Paola ci siamo conosciute attraverso il secondo Margarina, le serate che organizzo in giro per l’Italia da quasi due anni, assieme alla mia socia Francesca Bubba. Riteniamo sia giusto dare spazio sui palchi alle donne, sempre poco notate all’interno del mercato discografico. Queste grandi feste tra Milano e Roma sono sempre state un tripudio di glitter e musica con l’unico interesse di creare cose belle senza ghettizzazione. Infatti collaboriamo con tantissimi artisti, grafici e dj cercando la qualità e il divertimento come unico fine.

Una cosabella.
Beyoncé.

Armaud - La Strada

CALL FOR ACTION!
Paola e Silvia sono alla ricerca delle nuove protagoniste del prossimo video di Armaud! «La vostra fisicità non è importante, cerchiamo bellezze di tutti i tipi ed età». Per partecipare al casting, inviate una mail a armaudmusic@gmail.com.

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