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Alzi la mano chi di voi scommetteva che Ben Affleck fosse un bravo regista. Insomma, diciamocelo, con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così, da americanotto mascellone, con quei film un pò così, tipo Pearl Harbor, Armageddon e soprattutto Daredevil, l’unico supereroe cieco della storia. Certo, il buon vecchio Ben ci aveva gettato in confusione nel corso degli anni partecipando a pellicole del calibro di Dogma, Will Hunting e l’ultimo inedito filmone di Malick. Un caso? O forse l’insospettabile Ben covava un certo qual gusto per il cinema di qualità nascosto dietro ai miliardi ricevuti per le superproduzioni hollywoodiane?

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Dopo essersi spupazzato J.Lo ha deciso di passare dietro la macchina da presa. L’esperienza con la regina delle donne bootylicious gli aveva forse insegnato che la visione è migliore da quella prospettiva. Sforna The Town e tutti a gridare ma quant’è bravo Ben. In effetti non era un cattivo film ma Ben ha puntato sull’effetto sorpresa. Maggiore è la cattiva fama raggiunta, maggiore sarà la sorpresa quando infine fai un tema discreto a scuola. La professoressa ti premia, perchè fino a quel momento non avrebbe scommesso un centesimo su di te. Da oggi in poi lo chiameremo “Effetto Ben Affleck”.

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Questo è più meno ciò che è accaduto ai giudici dell’Academy. Dopo Django e Lincoln hanno visto Argo, si sono guardati e hanno detto, beh, non male, bella suspance, bella storia. Poi, una voce si è levata dal fondo della sala, incalzandoli: “Guardate che è il film di Ben Affleck”. Incredulità. Perchè da Tarantino ce lo aspettiamo, da Spielberg ce lo aspettiamo, ma da Ben Affleck, il ragazzo tonto all’ultimo banco che non sa nemmeno copiare…ok, diamogli l’Oscar.

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Intendiamoci, Argo è un film valido. Costruito intorno alla monoespressione da cane bastonato di Ben. La storia è favolosa, ma è una storia vera, una storia vera che è nata per essere portata al cinema. La scelta di attori come il grande Alan Arkin e lo straripante John Goodman è degna di uno che di cinema ne capisce. Ma alla fine resta una bella storia americana, dove gli elementi di criticità vengono trattati superficialmente e si tace di una certa ipocrisia tipicamente USA che meritava d’essere approfondita.

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Ma in fondo Ben è così giovane, se si impegna quest’anno lo promuoviamo. Effetto Ben Affleck.