Ecco la colonna sonora di quest’architettura.

Ne hanno fatto un libro uscito poco tempo fa: “Architettura senza architetti”, che è stato aggiunto al mio carrello Amazon come jolly insieme a tanta altra carta.

Questa è la parte antica di Istanbul, esempio di architettura spontanea, quell’insieme di architetture senza firma, fatte solo per pura esigenza.

Senza tempo e con un impatto visivo potentissimo, possono anche essere architetture “emotive” o del “ricordo”.
Dentro, contengono strati di storia come strati di materiali; carta da parati appartenenti a vari periodi e varie storie, si scollano lasciando a vista travi e intonaci di chissà quando.
La curiosità di entrare è più forte dell’immagine stessa, l’odore ricorda Palermo.

Un po’ di anni fa ne rimasi colpita, quest’anno mi è ritornata alla mente leggendo “Le correzioni” di Jonathan Franzen; nessun collegamento diretto, solo descrizioni di luoghi e “strati” interiori facilmente assimilabili.

Leggete!
Magari diventate ricchi.