Diversi studi professionali, fondati negli anni precedenti dagli ex allievi di Imre Makovecz, hanno preso parte al progetto per l’Università cattolica di Piliscsaba (Pázmány Péter Katolikus Egyetem, Piliscsaba) nel 1995.

ph. Martina Giustra 2007 ©

Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

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Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

Ogni studio si è occupato di recuperare una delle vecchie costruzioni preesistenti, abbandonate all’interno dell’area, che un tempo ospitava una caserma dell’esercito sovietico, inglobandole nei nuovi progetti. Makovecz con il suo staff si è occupato del progetto per l’Auditorium Stephaneum, in posizione centrale all’interno del campus.

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Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

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Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

Lo spazio dell’Auditorium è gerarchicamente organizzato e ricorre nel progetto il tema steineriano delle circonferenze che si intersecano. Makovecz distribuisce gli ambienti principali sotto le due cupole centrali, lungo l’asse di simmetria dell’edificio, e destina nei corpi laterali i servizi e le aule più piccole. Il volume dell’Auditorium e quello del palcoscenico, a pianta circolare e con coperture a cupola, si intersecano piegandosi l’uno verso l’altro, come sollevati da due grandi zolle nel terreno.

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Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

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Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

Nel foyer, alberi di calcestruzzo armato sono posti in semicerchio e sostengono la copertura vetrata. Pannelli di legno sul soffitto, sagomati per ricordare il fogliame rigoglioso degli alberi, e una struttura modellata sui pilastri intorno alla scalinata, rievocano la presenza di una foresta. Una grande colonna, cava e rotta alla base, posta lateralmente nello spazio del foyer, contiene una scala a chiocciola che conduce al primo livello ed è un riferimento al processo di magnificazione dell’architettura che Makovecz riprende dall’opera di Giovanni Battista Piranesi.

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Stephaneum, Audutorium per l’Università cattolica, Piliscsaba 1995 | ph. Martina Giustra 2007 ©

Il mio percorso di ricerca sull’Architettura Organica Ungherese è iniziato nel 2007 ed è tuttora in corso. L’avvicinamento alla cultura ungherese, ai luoghi e alle opere più rappresentative del lavoro di Makovecz costituiscono un’arricchimento continuo. Il viaggio è strumento necessario e imprescinibile per conoscere e comprendere a fondo il messaggio che questa architettura vuole trasmetterci.

L’articolo fa parte di un più ampio lavoro sull’opera di Imre Makovecz, che conduco attualmente e che è bello ed utile condividere. Trovate tutti gli articoli sull’architettura organica di Imre Makovecz qui!

Martina Giustra