Un piccolo edificio tra gli alberi si mimetizza nella natura circostante in armonia con le stagioni: la Casa dello sky lift di Imre Makovecz contiene al suo interno servizi e bar, luogo di ritrovo per sciatori e turisti della zona.

Casa dello sky lift, Imre Makovecz | ph. Martina Giustra

Casa dello sky lift, Dobogókő (1979), Arch. Imre Makovecz | ph. Martina Giustra 2014

Questo edificio, progettato nel 1979, sorge su un basamento in pietra ed è costruito interamente in legno. Totalmente ricoperto da listelli, si apre solo sulla strada attraverso i due grandi finestroni, che portano luce all’interno, e lateralmente per consentire l’ingresso. Le vetrate, divise dal camino, e leggermente inclinate l’una rispetto all’altra, abbracciano uno spazio dove turisti e visitatori possono sostare durante la bella stagione.

La Casa dello sky-lift di Dobogókő appartiene agli anni in cui Makovecz riscopre il legno come materiale da costruzione, obbligato a lavorare all’interno della foresta di Pilis. Allo stesso periodo appartengono gli studi e le ricerche compiuti da Makovecz sugli archetipi, sull’architettura tradizionale e sull’uso di certi termini arcaici ungheresi, che descrivono le parti che compongono un edificio, assimilandole a quelle di un organismo vivente.

Casa dello sky lift, Imre Makovecz | ph. Martina Giustra

Casa dello sky lift, Dobogókő (1979), Arch. Imre Makovecz | ph. Martina Giustra 2014

Casa dello sky lift, Imre Makovecz | ph. Martina Giustra

Casa dello sky lift, Dobogókő (1979), Arch. Imre Makovecz | ph. Martina Giustra 2014

Casa dello sky lift, Imre Makovecz | ph. Martina Giustra

Casa dello sky lift, Dobogókő (1979), Arch. Imre Makovecz | ph. Martina Giustra 2014

Un tempo disposti diagonalmente e su più strati, i listelli della copertura, nel tempo sostituiti e inchiodati secondo filari regolari, contribuivano ad amplificare l’aspetto biomorfo dell’edificio, richiamando alla mente il fitto piumaggio di certi animali.

Casa dello sky lift (1979), Arch. Imre Makovecz | fonte web

Casa dello sky lift, Dobogókő (1979), Arch. Imre Makovecz | ph. fonte web

Il mio percorso di ricerca sull’Architettura Organica Ungherese è iniziato nel 2007 ed è tuttora in corso. L’avvicinamento alla cultura ungherese, ai luoghi e alle opere più rappresentative del lavoro di Makovecz costituiscono un’arricchimento continuo. Il viaggio è strumento necessario e imprescinibile per conoscere e comprendere a fondo il messaggio che questa architettura vuole trasmetterci.

L’articolo fa parte di un più ampio lavoro sull’opera di Imre Makovecz, che conduco attualmente e che è bello ed utile condividere. Trovate tutti gli articoli sull’architettura organica di Imre Makovecz qui!

Martina Giustra