I nuovi strumenti del mestiere sono anche online ed emotivi: come cambia la professione di architetto quando ci si mette in gioco anche con risorse come i social media o Houzz? Quanto tempo serve e cosa cambia nella routine giornaliera? Come si parla ai follower? 10 architetti donne raccontano le loro storie e i loro progetti, diversi, colorati e felici.

Roberta Borelli di Make Your Home

In foto Roberta Borelli, architetto e blogger di Make Your Home. Roberta è tra le organizzatrici insieme al collettivo Lascia la Scia e a Houzz dell’incontro (16 settembre, Milano) sul tema Architettura e strumenti digitali. Foto di Serena Sammarco.

  • Professione: architetto.
  • Che strumenti digitali usi per comunicare il tuo lavoro? Il mio blog personale, Instagram e Houzz.
  • Come hai iniziato? All’inizio ero solo curiosa. Poi con il passare del tempo, più il mio blog cresceva e più capivo che i social erano uno strumento indispensabile di supporto alla professione di architetto e di interior. Oggi è lo strumento per comunicare il mio lavoro ma anche la mia personalità, per farmi conoscere a 360°. Le persone che mi commissionano un lavoro sanno già qual è il mio stile.
  • Quanto tempo dedichi: all’inizio moltissimo. Ora sono più organizzata, ora ho una vera programmazione editoriale per il mio blog.

Nella foto il restyling di Casa Vittoria, uno dei progetti di Roberta Borelli di Make Your Home

  • Come è cambiata la tua professione: ho acquisito una rete infinita di contatti di vario genere che oltrepassano i confini territoriali. Ho un network con cui confrontarmi, in cui cercare nuovi stimoli e che mi porta anche a contatti lavorativi.
  • Un successo personale di cui vai fiera? Il successo più grande sui social l’ho riscontrato soprattutto con il progetto del B&B Casa Vittoria. Ai miei follower è piaciuto entrare in cantiere con me ogni giorno e poi vedere la casa completata. Il mix tra stile nautico e nordico, le travi bianche, le tonalità di blu unite alle cementine, ha messo d’accordo tutti. Per me è una grande soddisfazione condividere un progetto in cui ho messo tanto della mia personalità.

    Lia Lovisolo di Lia Design

  • Professione: architetto e interior designer.
  • Che strumenti usi per comunicare il tuo lavoro? Houzz e Instagram. In ambito professionale uso soprattutto Houzz: tematico, di settore, iperspecializzato, internazionale e geolocalizzato al tempo stesso. Instagram mi serve per dare al mio profilo professionale un’impronta più personale. Racconto i dietro le quinte del mio lavoro, alcuni momenti della mia vita, la passione per la moda.
  •  Come hai iniziato? Ho utilizzato i social nel mio lavoro da subito, non ho quindi termini di confronto rispetto a un “prima” senza social. Il più significativo e positivo riscontro l’ho avuto conuno strumento come Houzz, che non è solo una vetrina ma una vera e propria piattaforma lavorativa. A differenza degli altri social, non serve solo a veicolare la mia immagine, ma è un sistema che mette in contatto diretto il cliente con il professionista, in maniera proficua.
  • Quanto tempo dedichi: diverse ore al giorno, in maniera discontinua, spesso nei tempi morti lavorativi.
  • Come è cambiata la tua professione: il cambiamento che ho riscontrato è stato in termini di volume di lavoro, triplicato nel giro di un anno, decuplicato nel giro di due. Il vantaggio è duplice sia di tipo economico (maggior fatturato) sia di tipo creativo (progetti variegati e interessanti).

    Rendering by Liadesign Liadesign Uno dei progetti di interni recenti di Lia Design in una villetta nel lodigiano. I clienti sono innamorati delle tonalità tipiche dello stile scandinavo e amano lo stile industriale. La realizzazione è in corso. Buona parte degli arredi è realizzata su disegno da un artigiano.

  • Qual è la tendenza che hai imparato su Houzz o su altri canali e di cui hai fatto tesoro? La più importante lezione che ho imparato nel campo della comunicazione social e che metto quotidianamente in pratica, è che alle persone piace la bellezza imperfetta. Il che significa impostare la comunicazione su immagini belle, di interni armoniosi, ma che trasmettono calore, convivialità, vita vissuta. La comunicazione dei miei progetti si basa dunque su due aspetti: il work in progress, che coinvolge lo spettatore nel processo di trasformazione e miglioramento, e il progetto ultimato vissuto dal committente.
  •  Un tuo progetto che ha avuto molto successo tra chi ti segue? Il mio guardaroba! Non ha nulla di geniale, ma l’oggetto del desiderio di molte persone, e in assoluto il progetto che ha riscosso maggior successo sui social, vincendo per due anni consecutivi il premio Best of Houzz. Da grande appassionata di moda quale sono non potevo non dedicare una apposita stanza ai miei abiti e una accurata progettazione, con un approccio molto ludico, per la gioia degli occhi. In generale, i progetti che raccontano una passione sono quelli di maggior successo mediatico.

    Lascia la Scia, collettivo e spazio eventi di Milano

    Lascia la Scia: Laura Berni, Valentina Crepaldi, Carola Davì, Silvia Pilotti, Chiara Sangalli fondatrici del collettivo Lascia la Scia. Foto di Riccardo Lanfranchi.

  • Professione: siamo architetti che lavorano nell’ambito degli eventi e degli allestimenti e abbiamo creato uno studio per ospitare eventi legati alla creatività e all’artigianalità.
  • Che strumenti usate per comunicare il vostro lavoro? Facebook e Instagram sono molto utili nella loro diversità per questo promuoviamo oltre ai progetti elaborati anche gli eventi che ospitiamo.
  •  Come avete iniziato? Ci piacciono gli strumenti che usano il linguaggio universale delle immagini. Le foto suscitano emozioni. Così si riesce a creare una rete di persone che sono realmente interessate alla tua attività.
  • Quanto tempo dedicate: non siamo delle pubblicatrici seriali, ovvero non quotidiane, aggiorniamo quando abbiamo realmente qualcosa da dire o un evento, un progetto da promuovere. Quotidianamente ci dedichiamo di più alle stories su Instagram che ci vedono impegnate nelle svariate attività della società, tra cantieri, allestimenti, momenti di vita in studio e workshop.
  • Come è cambiata la vostra professione: la nostra attività professionale è ancora molto legata al passaparola tra le aziende con cui lavoriamo, ma i social network sono utilissimi per creare la nostra identità, consolidare la rete di contatti e rinnovarla continuamente, rinvigorendola di nuove conoscenze e spesso trasformando amicizie in legami professionali. Non ci piace essere schiave dei social, dei like e dei follower, preferiamo una crescita lenta. Essendo appassionate di handmade, abbiamo deciso di ospitare nel nostro studio dei workshop di artigianato. Proprio tramite Instagram sei mesi fa abbiamo inizialmente contattato noi le artigiane e le crafter, promuovendo i workshop su entrambe le piattaforme, in modo diverso. Vogliamo che il nostro studio si aperto alla creatività a 360 gradi.
  • Qual è lo stile che apprezzate di più? Una tendenza che abbiamo conosciuto attraverso la rete è lo stile nordico, scandinavo. Sentiamo che ci rappresenta, il nostro studio ad esempio lo abbiamo pensato così. Ci ritroviamo molto nell’abbinamento di colori freddi con il calore del legno, nell’utilizzo dei materiali nudi e amiamo gli ambienti minimal ma accoglienti.

    Sara Farina ideatrice di Forme di Farina

  • Professione: artigiana della ceramica.
  • Che strumenti usi per comunicare il tuo lavoro? Lavoro nell’ambito fotografco e l’immagine trovo sia la comunicazione più appropriata per trasmettere il mio lavoro e la mia quotidianità. Instagram è il mio profilo migliore.
  • Come hai iniziato? Utilizzo i social per coinvolgere le persone. Racconto soprattutto dettagli della mia vita professionale e ogni tanto qualche scorcio personale. I social per me sono dei veri e propri strumenti e delle risorse per i professionisti e le aziende. Raccolgo informazioni per le mie ricerche lavorative e diffondo aggiornamenti sulle mie ultime realizzazioni, questo mi consente di prendere vari contatti e creare delle reti di collaborazioni trasversali.

    Uno degli oggetti di Sara Farina di Forme di Farina

  • Quanto tempo dedichi: il tempo che ritengo necessario, alle volte giornate intere, altre niente. Sono molto esigente con le foto che pubblico, ritengo importantissimo l’ordine, la sequenza e il coordinamento tra le immagini. Cerco sempre un fil rouge tra un post e l’altro.
  • Come è cambiata la tua professione? I social non hanno cambiato la mia professione ma esprimono la mia creatività attraverso altri canali. Sicuramente mi è servito per trovare contatti di diversi professioni, clienti e follower che nel tempo mi hanno proposto opportunità interessanti. La maggior parte dei miei lavori inizialmente arrivano da questo tipo di comunicazione. Ma nel tempo i clienti restano solo grazie alla professionalità.
  •  La tendenza che segui più attivamente? La tendenza che ho seguito sempre più spesso è quella di interessarsi al tema food. Per me è stato un bel mondo da scoprire e da interpretare con le mie foto e i miei prodotti.

    UO*, oggetti per la casa e abbigliamento

  • Professione: architetti.
  • Che strumenti usate per comunicare il vostro lavoro? In Italia usiamo principalmente Instagram, in un anno siamo arrivati a più di duemila follower. Elena è un’appassionata di fotografia e questo è stato da sempre una grande ricchezza per tutto ciò che UO* voleva trasmettere.
  • Come avete iniziato? Quando creammo UO* lanciammo online la nostra collezione di braccialetti e fu subito un successo. Poi iniziammo a produrre i calzini e le persone si innamorarono dei nostri prodotti. Quando ci siamo laureate fondammo ARQUO, un piccolo studio di architettura. Ma le cose non andavano bene, come per tutti. E così valutammo la crisi del 2011 come un’opportunità, nella quale abbiamo voluto creare la nostra. D’altronde iniziammo l’università volendo diventare architetti ma soprattutto volevamo essere disegnatrici. Di spazi, di mobili, di inviti, di stanze, di regali, di eventi e celebrazioni speciali… Guardare da un altro punto di vista le nostra formazione, saperla sfruttare in un’ottica differente.

    UO* Estudio: I calzini colorati e con scritte divertenti di UO*

  • Quanto tempo dedicate: partecipare attivamente richiede tempo, ma per noi i social sono una grande passione
  • Come è cambiata la vostra professione? Raccontiamo il nostro lavoro e le persone che ci sono dietro. Ascoltiamo la community e partecipiamo attivamente, lasciandoci ispirare. È una crescita reciproca, tra noi e chi ci segue. Grazie alla nostra presenza sui social network abbiamo conosciuto anche Roberta di Make Your Home e le ragazze di Lascia La Scia e abbiamo trovato e coltivato un gruppo di fan anche in Italia.