I nomadi.

Siamo davanti ai binomi architettura/moda, architettura/mobilità e architettura/archistar.

La risposta di Zaha Hadid per la celebrazione della classica borsa Matelassé di Chanel è un ufo che rimanda, un po’ per il disegno del rivestimento esterno e un po’ per la forma, alla morbidezza della borsa che portano le signore per le strade del centro.

E’ un progetto nato nel 2007 e oggi dislocato a Parigi di fronte all’Istituto del Mondo Arabo progettato da Jean Nouvel.

Purtroppo per una serie di vicissitudini attualmente all’interno sono esposte solo opere dell’Hadid… ma da lei, d’altronde, ce lo potevamo aspettare.

Nasce invece, nel 2008, con una stessa attitudine alla mobilità, ma con un risultato diverso sotto tutti i punti di vista, il Prada Transformer di Rem Koolhaas.

Un’enorme struttura metallica ricoperta da un tessuto elastico, solitamente usato negli impianti industriali per proteggere i macchinari.

Come anticipa il nome, questo padiglione mobile si trasforma a seconda di quello che avverrà all’interno ed è interamente predisposto ad eventi per la moda, cinema ed esposizioni in genere.

Ecco come, ultimamente, le grandi case di moda si avvicinano all’architettura.

Bello no?