berna, svizzera

Zytlogge | Silvia Benedet

La vogliamo descrivere con un rumore? Il ticchettio di ingranaggi dentati all’interno della torre dell’orologio.

Il suo colore per me è il verde menta della punta dei campanili.

Nelle narici ho ancora l’odore di formaggio. Intenso. Anche per strada, se passi vicino a un negozio.

Un bicchiere di Petite Arvine de Molignon (si, anche in Svizzera fanno il vino), un bianco fermo e aromatico, potrebbe essere il suo sapore.

La colazione è il pasto più importante della giornata, e dopo due passi al mercato di Waisenhausplatz, un caffè latte è necessario anche solo per scaldarsi un po’. Passate oltre Starbucks (cielo!), e fermatevi al Glatz : qui vendono gli orsetti alle mandorle (anche al cioccolato, limone, pistacchio e cappuccino) che sono il tipico souvenir di Berna. L’orso è ovunque (ne abbiamo già parlato qui), lo ritroverete ad ogni passo, a cominciare dai decori delle fontane rinascimentali (l’acqua è potabile in tutte), passando per quelli che danzano allo scoccare dell’ora in cima alla torre dell’orologio, e arrivando all’equilibrista sui fili del tram.

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Berna | Silvia Benedet

Quest’ultimo lo incontrate se vi dirigete verso il Rosengarten, giardino delle rose che attira per i suoi colori. Quelli delle 450 varietà di rose, giaggioli e rododendri nella bella stagione, e quelli del tramonto che tinge il panorama mozzafiato sul centro storico nei mesi freddi.

Scendendo dal sentierino del parco, acchiappate al volo il bus 12, direzione Zentrum Paul Klee. Il biglietto costicchia ma, se amate arte e architettura, la collezione permanente dell’artista bernese, la mostra temporanea e l’edificio dei Renzo Piano vi faranno dimenticare le tasche alleggerite.

Sulla via del ritorno, scendete in Kramgasse: al numero 83 potete farvi venire appetito nella boutique di formaggi Chäsbueb, che vi attira dalla strada grazie ai sopracitati odorini, e poi soddisfatelo al EinsteinKaffee… Relatively the best. (Questo claim era troppo bello per non citarlo).

Il pomeriggio può essere dedicato allo shopping, tra i 6 km di porticati del centro, ad una visita al Museo Einstein se vi sentite particolarmente secchione oppure se i paesaggi dell’aperta campagna sono la vostra passione potete prendere il treno e avventurarvi in una gita fuori porta nella regione dell’Emmentaler (fermata del treno Hasle-Rüsegau) e visitare il caseificio.

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Caseificio Emmentaler | Silvia Benedet

La sera, doppia scelta. Serata elegante, location d’atmosfera, scenario perfetto per una cenetta romantica: Korhauskeller, un ristorante dentro un antico granaio. Tanta beltade ha un rovescio della medaglia: i prezzi alti e il personale un po’ snob.

Per questo vi offro una seconda opzione: al Lötschberg le porzioni sono abbondanti (spätzli! spätzli!), alle pareti azzurro cielo sono appesi vecchi poster turistici della Svizzera e sci contornati da lucette di Natale, il personale è composto da quasi tutti ragazzi tra i 25 e i 35 e non dico altro per non perdere la mia credibilità.

Ora avete bisogno di smaltire (cibo, vino, lo svizzero che non vi ha filato, chissà), il posto dove andare è il Turnhalle. Una volta era una palestra, ora un locale di quelli senza la puzza sotto il naso. Ci fanno dei corsi di ballo e il calendario di concertini live e serate dancefloor è fittissimo!

Ricordatevi di mandarci una cartolina!

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il fiume Aar e le Alpi | Silvia Benedet

info

Ente del Turismo Svizzero

In treno dall’Italia ci sono 15 collegamenti diretti al giorno in treno e 21 (da Firenze, Milano, Roma, Venezia e Bari) in aereo.

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