L’autunno ha le sfumature del rosso, è un vero inno al cremisi con una palette che parte dalla natura, passa dal fuoco nei caminetti che si stiracchiano dopo il letargo, si attarda nelle passioni che la vicinanza dei corpi impone e termina, trionfale, nei bicchieri dell’aperitivo. Mai come in questo periodo questo colore è il must dell’aperitivo. Dimentichi dei rinfrescanti miscelati e pestati estivi ci tuffiamo sul rosso, caldo, infiammante, alcolico. Spritz, Americano e Negroni, nomi arroganti per una squadra da capogiro che non vi farà rimpiangere l’ardente sole vacanziero. Il comune denominatore è il gusto bitter, quell’amaro pungente che stimola per antonomasia l’appetito, l’antesignano dell’aperitivo (potrà sembrare curioso – e a me, che sono una buona forchetta, pare incredibile – ma l’aperitivo fu inventato per solleticare la fame, come se fosse necessario incitare la fauna umana a ingozzarsi).

Lo Spritz e la spruzzata di aperitivo asburgica

Spritz

Partiamo da basso, con crescente grado alcolico, come faremmo per una serata incandescente. Lo Spritz, nella sua versione più famosa, si realizza mixando in un thumbler basso oppure in un baloon in quest’ordine:

  • ghiaccio
  • 2/3 di Prosecco spumante (va bene anche il frizzante)
  • 1/3 cl di Aperol
  • una spruzzata di seltz o acqua frizzante
  • una fetta d’arancia

A vostra discrezione il bilanciamento delle dosi, più il vino è di qualità meno Aperol vi servirà; più siete alla ricerca di un gusto graffiante meno seltz utilizzerete. Easy e scoppiettante lo Spritz non delude mai e si maneggia in scioltezza. Volete bere con cognizione di causa? Sappiate che state bevendo la storia del Nord Est, dei soldati austriaci che nel 1800 in terra veneta non riuscivano a reggere l’arroganza dei vini locali e li allungavano con seltz (spritz in austriaco significa spruzzata) e dell’Aperol presentato alla fiera di Padova nel 1919.

L’Americano, aperitivo tutto padano

Americano

Passiamo all’Americano senza abbandonare l’Italia. Il nome di questo rinomatissimo cocktail da aperitivo è truffaldino, lascia intendere natali a stelle e strisce ma la realtà è tutta padana. Nella seconda metà dell’800 nel bar milanese di Gaspare Campari fu creato il Milano-Torino mix succoso in bicchiere thumbler basso colmo di ghiaccio di:

  • 1/3 di Vermout Rosso
  • 1/3 di Bitter Campari
  • 1/3 soda
  • ghiaccio
  • scorza di limone e fettina di arancia

Negli anni trenta la bevanda prese il nome attuale Americano in onore del pugile Primo Carnera, atleta super famoso oltreoceano (mi sfugge il legame indissolubile del drink col pugile). L’aperitivo con l’Americano è una certezza, elegante, rassicurante, a tratti specchio ma mai banale. E’ un tripudio per il palato ed un discreto stimolo alla serotonina. Grada abbastanza ed inganna con la facile beva, siate giudiziosi nell’approccio.

Priapico Negroni, aperitivo da campioni

Negroni

Concludiamo il nostro percorso, già belli allegri, con il duca dell’aperitivo, messer Negroni. Priapico nel suo naming questo cocktail è uno dei miei preferiti. Me ne sono innamorata quando, ventenne, ho partecipato come staff ad un magnificente party di compleanno con 500 persone e sono stata incaricata di preparare, in affiancamento ad un super bartender, tre boule enormi di Negroni. Per darvi la misura dell’evento sappiate che mescolavo con un bastone di legno gigante, probabilmente da pozioni, unendo le due mani per creare onde fluide degne di surfisti. Ebbene, le dosi erano bottiglie e per raggiungere il risultato erano necessari plurimi assaggi in corso d’opera. Dopo mezz’ora ero allegramente a livello, novella alchimista, e l’ilarità di quella serata mi si è marchiata a fuoco nell’anima. Il Negroni è avvolgente e promettente. Mantiene sempre. Regala, è generoso. Amaro ma morbido per l’aromaticità secca del Gin disseta e scalda le viscere, dal profondo. Gli ingredienti? Bicchiere thumbler basso, ghiaccio in abbondanza e:

  • 1/3 gin London dry (sconsigliati i mille e più gin alternativi aromatici, creerebbero troppa complessità nel matrimonio)
  • 1/3 di bitter Campari
  • 1/3 di Vermut rosso dolce
  • mezza fettina d’arancia

Mixare il tutto con uno stecchino lungo e gustare con lentezza e passione. Le radici? Firenze, 1920, il Conte Camillo Negroni, anglofilo chiese al suo barman preferito di sostituire la soda dell’Americano con l’amato Gin, et voilà! Potete anche osare con le alternative, tra cui vi segnalo il Negroni sbagliato in cui lo spumante brut sostituisce il gin o il Negrosky che alterna al gin la vodka, chiedete consiglio al vostro bartender il suo mix vi entusiasmerà, ne sono certa. Nota Bene: siate consapevoli del fatto che questo suadente elisir è altamente alcolico.

A questo punto più che avere fame avrete divorato eventuali stuzzichini e parti degli astanti e senz’altro porterete sulle gote mille e più sfumature di rosso bere autunnale. Sgommate a divertirvi!

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