È mattina presto, il sole si affaccia sulla Valle e le montagne si fanno spazio tra le nuvole. Un po’ di verde spunta in lontananza: il paesaggio di Kathmandu, Nepal, è inebriante. Incantevole e caotico, rigoglioso e asfissiante, riflette i contrasti stessi della società. Dalla finestra della mia camera vedo già al lavoro nel cantiere una delle donne che ho imparato a conoscere. E non è raro trovarne altre che vivono situazioni ai limiti della società. Sono spesso, per definizione, considerate inferiori, hanno una scarsa libertà decisionale e vanno incontro a ostacoli sociali che le rendono vulnerabili e facilmente esposte a maltrattamenti. Per capirne di più ho incontrato Petra Crociati, addetta al fundraising e alla comunicazione per Apeiron, un’associazione che opera in Nepal dal 1996 e supporta le donne sopravvissute alla violenza di genere, dando loro l’appoggio e i mezzi per rinascere. Per sensibilizzare e promuovere i loro progetti, Apeiron ha organizzato una mostra itinerante partita da Trento l’11 Marzo che toccherà le principali città italiane.

Da dove nasce l’idea di allestire una mostra itinerante sulle donne nepalesi?
Con “Maheela”, donna in lingua nepalese, vogliamo promuovere in Italia la conoscenza del Nepal e della condizione femminile in questo paese. Attraverso le immagini fotografiche intendiamo raccontare la vita quotidiana delle donne e i progetti di micro-credito, di educazione e di professionalizzazione che Apeiron realizza in Nepal per affiancare le donne nepalesi nel lungo percorso verso l’indipendenza economica e il riscatto sociale. Le foto di Giacomo D’Orlando e dei volontari Paolo Piechele e Giuseppe Benanti, verranno esposte nelle diverse tappe per tutto il 2017.

Qual è la condizione delle donne in Nepal?
In Nepal le donne sono considerate cittadine di secondo ordine. Anche se la Costituzione garantisce parità di trattamento a tutti i cittadini senza distinzione di genere, casta o etnia, i soprusi nei confronti delle donne sono molto diffusi e il governo non ha ancora intrapreso significative azioni ed efficaci provvedimenti per abrogare le numerose leggi discriminatorie e le molte incongruenze in tema di tutela dei diritti femminili. Le donne nepalesi sono ostacolate in particolare nell’acquisizione della cittadinanza, nel godimento dei diritti politici, del diritto di proprietà, nei diritti successori, nel diritto di famiglia, nella tutela della salute riproduttiva. Praticamente in tutto. L’emarginazione è quotidiana, e si concretizza marcatamente nelle forme di un ineguale accesso alle risorse come cibo, educazione, assistenza sanitaria, risorse produttive, opportunità lavorative. Sono per lo più le donne delle classi più svantaggiate e delle caste più basse a soffrire di queste pratiche di disuguaglianza, come le donne dalit, le intoccabili. Molti sono anche gli abusi legati a credenze religiose o superstizioni: per esempio in Nepal le donne vedove sono escluse dalla vita sociale e spesso sono accusate di stregoneria; sono circa 30 i casi accertati di donne che ogni anno vengono uccise a causa di questa superstizione. In realtà sono molti di più i casi non registrati.

Cosa significa sensibilizzare su questo tema?
I fattori che in Nepal condannano le donne ad una vita di rinunce e violenze sono tanti, come l’alcolismo dei mariti, la totale dipendenza economica da loro, lo scarso accesso a risorse e servizi, il ruolo tradizionale della donna a causa di contesti ancora patriarcali o legati a credenze e superstizioni religiose. Apeiron vuole dimostrare quanto una famiglia e l’intera comunità possano realmente beneficiare dell’assenza di discriminazioni e dall’effettiva possibilità di realizzazione delle proprie potenzialità per ciascuno dei suoi membri, senza distinzione. Per farlo utilizziamo un approccio che mira, da un lato, a sensibilizzare la comunità su tematiche rilevanti per modificare il modo con cui la donna viene percepita all’interno della propria comunità, dall’altro, permette alle donne di acquisire una fondamentale indipendenza economica.

apeiron nepal

Nel 2007 avete avviato il progetto CASANepal, una struttura protetta che accoglie donne sopravvissute alla violenza di genere.
Le donne ospitate seguono subito un percorso di riabilitazione completo: assistenza medica, legale e psicologica. In seguito partecipano a un corso di educazione non formale e di alfabetizzazione, corsi settimanali di life skill e di terapia occupazionale, e attività fisiche. Ogni anno CASANepal ospita circa 50 donne e nei primi mesi del 2017, purtroppo, sono state tantissime le ragazze giovanissime, molte minorenni, ospitate. Per loro non c’è altro posto dove andare. Il progetto non riceve fondi statali, quindi ogni sostegno e donazione è fondamentale per garantire la sostenibilità economica futura. Per questo motivo, tutti i proventi della mostra verranno destinati al progetto.

In che modo vengono supportate?
Le donne vengono divise in gruppi di lavoro per contribuire direttamente alla gestione della casa e allo stesso tempo acquisire delle competenze di base nell’ambito della cucina, della pulizia ed igiene della struttura e dell’economia domestica. Durante il soggiorno presso CASANepal le beneficiarie frequentano corsi di formazione professionale di vario genere: per diventare sarte, estetiste, guardie di sicurezza.
I corsi sono selezionati in base alle attitudini delle partecipanti e alle opportunità che offre il mercato del lavoro. Terminato il loro periodo di accoglienza, e a seconda delle competenze acquisite, infatti, le donne vengono aiutate a trovare un lavoro o ad avviare una piccola attività in proprio. In quest’ultimo caso l’associazione fornisce gli strumenti di base per poter aprire la propria micro-impresa (attrezzature, materie prime ecc…) e segue le neo-imprenditrici durante il primo periodo di attività.

Come si può contribuire al lavoro di Apeiron?
Le modalità per sostenere il lavoro di Apeiron e schierarsi dalla parte delle donne del Nepal sono molteplici. Si può donare e prendere così attivamente parte ad uno dei nostri progetti, per esempio sostenendo una mamma ospite di CASANepal, festeggiare il proprio compleanno con le donne di CASANepal grazie alla piattaforma Idobu, oppure devolvere ad Apeiron il proprio 5×1000. In occasione della mostra poi ognuno può portare pezzo di Nepal a casa propria acquistando una delle bellissime fotografie esposte o comprando il catalogo contenente le fotografie più significative della mostra.

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Intervista per Apeiron raccolta da Lucia Lenci