Naomi Berrill suona il violoncello quasi come fosse una chitarra

Naomi Berrill. Intervista e anteprima del video di Between the Bliss and Me.

Naomi Berrill è una violoncellista e cantante irlandese che ha da tempo messo radici in Italia e fonde ispirazione classica e curiosità contemporanea. Ed è talmente talentuosa che ci scappa un pizzico di invidia e, mentendo sapendo di mentire, vi diciamo che è “solo” ammirazione incondizionata.
Volete le prove? Ve le diamo! Nel video di Between the Bliss and Me, che vi presentiamo in anteprima dal suo album di debutto From the Ground nato dalla collaborazione con Musicamorfosi, Naomi suona in una splendida villa settecentesca ed è un attimo perché riesca a sedurci con la sua grazia eterea e la sua voce ammaliante. L’abbiamo intervistata, ma prima vi facciamo vedere il bellissimo video.

Cosebelle: Naomi, in alcune scene del video Between the Bliss and Me suoni in una nicchia e sembri quasi una statua vivente, la tua partecipazione emotiva è davvero tangibile. Che sensazioni ti ha suscitato suonare nella magnifica Villa Tittoni Traversi di Desio?
Naomi Berrill: «È un luogo senza tempo, magico, e vivere in Italia vuole dire avere il privilegio di poter suonare in luoghi che sembrano scenografie di un sogno. Per esempio, qualche anno fa ho suonato nella Sala Botticelli alla Galleria degli Uffizi: è difficile descriverne l’emozione».

CB: La tua esperienza con l’Italia è molto prolifica. Tra le tue tante collaborazioni nel Bel Paese, ce n’è qualcuna in particolare che pensi abbia avuto un ruolo fondamentale nel tuo percorso artistico?
NB: «Senza dubbio quella con Francesco Dillon, che è un giovane ma affermato musicista classico ed è stato il mio maestro sin da quando sono arrivata in Italia – oltre che un caro amico. Lui mi ha fatto scoprire la musica contemporanea e tanta musica classica poco conosciuta: ha un’enorme passione per la musica, anche quella pop o jazz. E una visione comunque ampia e completa che abbraccia anche la letteratura, l’arte e la pittura».

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CB: Il tuo stile racconta un intreccio instancabile tra ispirazione classica e curiosità contemporanea. Quali modelli ti hanno portata a sviluppare questa sensibilità fuori dagli schemi?
NB: «È stato tutto naturale, ho il folk che mi scorre nelle vene, ho studiato classica per 20 anni e ho due fratelli che sono musicisti jazz. La formazione musicale in Irlanda è molto completa sin da bambini, quindi ci permette di essere già predisposti per un ascolto ampio».

CB: In From the Ground, il tuo disco di debutto, spazi con leggiadria dal barocco di Purcell alla malinconia di Nick Drake, da Paul Simon a Debussy, passando per alcune canzoni tradizionali irlandesi e scozzesi. Racconti un viaggio musicale e non solo. In quale di queste “tappe” musicali, tra l’Irlanda e l’Italia, pensi di esserti sentita di più “a casa”?
NB: «Ho varie “case”, senza dubbio, e ancora altre che non ho pubblicato, per esempio Nina Simone o tanta musica italiana di qualità. Comunque, ogni luogo mi ha lasciato qualcosa e questa è una ricchezza che spero di alimentare e conservare anche nei prossimi progetti».