Volendo scrivere un’intervista per Cosebelle Magazine ho pensato subito ad Angela Caputi e ai suoi bijoux che considero degli accessori veramente belli. L’azienda Giuggiù, nomignolo di Angela Caputi, nasce a Firenze nel 1975. In breve tempo le sue creazioni, in resina e materiali plastici, si sono fatte notare a livello internazionale con riconoscimenti e presenze in luoghi sacri come il Metropolitan Museum.
Tutto il progetto, dalla comunicazione alla vendita, è interamente femminile. Oggi è possibile acquistare i gioielli di Angela Caputi anche nelle boutique di  Milano, Forte dei Marmi e Parigi .

Angela Caputi intervistata da Cosebelle Mag

Angela Caputi con le sue creazioni

COSEBELLE:  Può raccontarci gli inizi della sua storia da bijoux designer?
ANGELA CAPUTI: L’inizio della mia attività è stata una scommessa nata dalla passione per la moda. , quella degli accessori, del “superfluo” e dalla voglia di comunicare con tutte le donne senza distinzioni di culture.

CB: Quali sono le sue fonti di ispirazione?
AC: In origine la mia fonte d’ispirazione è stata l’ atmosfera del cinema americano degli anni 40′, ma la mia fonte principale è il flusso della contemporaneità, il continuo movimento e l’evolversi della vita.

CB: Creando segue un percorso definito o è più istintiva?
AC: Sicuramente al momento della nascita di bijoux sono istintiva, successivamente seguo una serie di regole per una perfetta realizzazione.

CB: Secondo lei com’è cambiato oggi l’uso del bijoux?
AC: Il bijoux nasce come accessorio, come qualcosa di superfluo, non cambia la sua idea, è cambiato il suo uso diventando parte integrante della donna e del suo vivere quotidiano.

CB: A chi si rivolgono i suoi bijoux?
AC: I miei bijoux si rivolgono indistintamente a tutte le donne, è un volere comunicare con tutte le donne con un linguaggio universale.

CB: Che cosa vuole comunicare?
AC: Con le mie creazioni, come già detto, voglio comunicare con tutte le donne di ogni etnia,cultura,religione ed età, trasmettere loro spensieratezza, allegria e sicurezza; regalare loro la gioia di indossare qualcosa che le rende uniche.

CB: Come si svolge il suo lavoro quando progetta una nuova collezione?
AC: Un mio bijoux nasce in primo luogo da una idea,da un’intuizione, viene poi sviluppato con la ricerca del materiale, c’è poi la messa in opera rispettano la funzionalità e la praticità.

CB: Ci racconti un po’ della sua nuova collezione: ha usato tecniche nuove? Qual è la fonte o quali sono le fonti di ispirazione? Progetti correlati?
AC: Come ogni mia nuova collezione è una scommessa, è la realizzazione di un’idea seguendo le tradizionali tecniche artigianali. Nel mio caso ci sarò sempre una nuova linea,ma le mie collezioni sono pensate per vivere senza un limite di tempo o di stagione.

CB:  Che scuole i jewel design consiglierebbe?
AC: Non mi sento di consigliare.

CB:  Pensa che sia meglio imparare il mestiere  a scuola o affiancando un artigiano?
AC: L’importanza della scuola è fondamentale per la formazione globale, poi il vero mestiere , i segreti , la manualità diventano propri a fianco di un artigiano, in una bottega dove giorno dopo giorno si cresce imparando.

CBRitiene ci siano opportunità per chi vuole intraprendere la sua strada?
AC: Le opportunità nascono dalla determinazione, dalla professionalità e dalla voglia di comunicare con il mondo.

CBQual è la sua idea di eleganza?
AC: L’eleganza non è una formula matematica: è una sensazione, un modo di porsi e di vivere la moda e  la vita.