Tenuta Castelbuono | Il “Carapace” – esterno | Photo Credits A. Mulas

Cosa vi viene in mente se dico “Umbria”? San Francesco d’Assisi, la norcineria, le orde di turisti bramosi di scaglie  di cioccolato nel centro di Perugia? Arrivando alla fine del post, forse a queste immagini -ormai tipiche riuscirete ad associare anche quella di una grande e placida tartaruga e della sua fedele saetta rossa. A loro uno dei maggiori artisti contemporanei, Arnaldo Pomodoro, ha affidato il compito di conservare i frutti migliori della Tenuta Castelbuono, nei pressi di Bevagna (Pg).

Arnaldo Pomodoro all’interno del “Carapace”  | Photo Credits A. Mulas

Tenuta Castelbuono | Il “Carapace” – interno | Photo Credits A. Mulas

Inaugurato a Giugno 2012, dopo circa sei anni di lavori, il “Carapace” -questo il nome della cantina- nasce dall’amicizia tra la famiglia Lunelli -proprietaria dal 2001 di 30 ettari di tenuta in Umbria, nei comuni di Bevagna e Montefalco e da tre generazioni del marchio Ferrari– e Arnaldo Pomodoro, noto per i suoi interventi scultorei in spazi pubblici in Italia e all’estero. Il nome racchiude il senso dell’edificio: il carapace, la parte superiore del guscio della tartarughe, animale “simbolo di stabilità e longevità“, diviene in scala architettonica una grande cupola, in rame. La superficie esterna, soggetta con il tempo ad assumere tonalità verdi per il consueto processo di ossidazione del materiale,  non si presenta compatta: alcuni squarci, in finta espansione, la incidono su tutti i lati, simboleggiando le crepe del terreno circostante. E’ questo uno degli elementi su cui è impressa la firma di Pomodoro, il cui approccio alla materia resta inequivocabilmente percepibile anche all’interno. Varcata la soglia dell’edificio, l’aroma del vino è in grado di allontare ogni (eventuale) dubbio residuo circa la funzione dell’edificio.

Tenuta Castelbuono | Dettaglio della cupola | Photo Credits A. Mulas

All’interno de “la prima scultura al mondo in cui si vive e si lavora” alzate lo sguardo: difficilmente non restarete sorpresi di fronte alla complessità delle linee e dei volumi in aggetto, a destra e a sinistra del massiccio costolone strutturale. Il loro aspetto, frastagliato ma non casuale,  sprigiona una forza di grande impatto e, provare per credere, anche i più prevenuti e quanti non annoverano Pomodoro tra gli artisti favoriti, non potranno fare a meno di restare in contemplazione. Al di sotto di questo complesso soffitto, progettato dagli architetti Giorgio e Luca Pedrotti a partire dalla scansione di un plastico di Pomodoro, è disposto un arredo fisso multifunzionale, in laminato curvato di colore rosso. Proprio al centro della vasta sala al livello terra, ma in posizione non percepibile immediatamente, si trova la spirale che conduce al piano inferiore. Qui una scenografica barricaia circonda il cosidetto ziqqurath, l’ambiente più intimo della struttuta, ricavato nel vano scala: cuore dell’edificio è l’ altare circolare al suo interno, illuminato da una finestra posta in asse.

Tenuta Castelbuono | Il “Carapace” –  la barricaia; lo porta ricavata all’interno del vano scala conduce allo ziqqurath | Photo Credits A. Mulas

Per farvi un’idea degli spazi e del contesto, date un’occhiata al video, ma se passate in zona il consiglio è non perdere l’opportunità di una visita guidata, magari con degustazione del Sagrantino prodotto nella Tenuta.  La cantina è aperta ai visitatori dal martedì al venerdì 10 – 13 / 15.30 – 18.30 e  il sabato e domenica 10 – 13 / 14.30 – 19.30. Info per la prenotazione qui.