Mostra ÁLVARO SIZA. VIAGEM SEM PROGRAMA,  Fondazione Querini Stampalia | Foto di Andrea Piovesan

C’era una volta un bambino. Suo padre, nato in Brasile, si era stabilito in Portogallo dove lavorava come ingegnere. Amava l’opera e aveva trasmesso quella passione al figlio a tal punto che il piccolo, immaginandosi adulto, si vedeva tenore nei teatri del mondo. La vita però è un “viaggio senza programma” – a Porto o Lisbona direbbero viagem sem programa“: comincia ad un certo punto, si alimenta con sogni e aspirazioni, ma sono gli incontri, gli episodi inattesi, le coincidenze a guidarla davvero.

A. Siza | A Laura e Alcino | Autoritratto | Collezione LS+AS | Matita su carta | 21×29,7 cm

A.Siza, Senza vedere (è meglio) – A Carlos – Amsterdam, Dicembre 1987 | Collezione CC+CB | Penna a sfera su carta | 21×29,7 cm

Chi varcherà la soglia della Fondazione Querina Stampalia, a Venezia, fino all’11 novembre prossimo,  pensando di trovare la mostra-evento sull’architetto vincitore del Leone d’oro alla Carriera della 13. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il portoghese Álvaro Siza Vieira, si sorprenderà. Curata da Greta Ruffino (foto) e Raul Betti e organizzata dall’associazione culturale Medicina Mentis,  “ALVARO SIZA. VIAGEM SEM PROGRAMA” è un’esposizione intima e delicata, capace di aprire un varco nel percorso umano del noto progettista. A raccontarci il background di questo evento, inserito tra gli appuntamenti collaterali della Biennale 2012, è stata la curatrice, incontrata durante la nostra visita.

Greta Ruffino alla Fondazione Querini Stampalia |Venezia, settembre 2012, foto di Giulia Milza

COSEBELLE – Come nasce questa mostra?

GRETA RUFFINO – L’idea è nata due anni fa, quando con l’architetto Raul Betti, abbiamo incontrato per la prima volta l’architetto Siza. In seguito ci siamo recati più volte nel suo studio a Porto, sia per realizzare la video-intervista che è parte del percorso di visita (nell’agosto 2011, ndr), sia per selezionare i disegni esposti ora a Venezia.  Si tratta di un corpus di opere, tutte stampe autenticate dall’autore, tratte da quaderni di appunti e taccuini e relative ad un arco temporale di circa 60 anni: si parte dal 1954 e da un ritratto del padre, una figura molto importante nella vita dell’architetto, fino al 2012.

CBCome avete proceduto nella scelta dei disegni?

GR Abbiamo cercato di mettere al centro l’aspetto umano, meno conosciuto, di questo grande architetto, da poco insignito del Leone d’oro alla Carriera. Quando il lavoro è iniziato non sapevamo che, proprio nel 2012,  avrebbe ricevuto il riconoscimento. Oltre alla felice coincidenza, ci ha fatto piacere riconoscere nella motivazione del premio molti  aspetti, professionali e umani, che abbiamo apprezzato in prima persona, durante gli incontri. Con il suo contributo, è una persona estremamente precisa e ha seguito direttamente la selezione, siamo arrivati ad individuare 53 disegni, esposti qui, per la prima volta. Si tratta di un numero non casuale. Il suo studio, a Porto, è situato al civico 53:  quando si arriva lì, basta osservare il citofono per scoprire che ad ogni piano lavora un grande architetto portoghese, tra cui il suo amico Eduardo Souto de Moura. Così ci è sembrato giusto dare un ruolo al “53” in una mostra in cui, al centro, ci sono racconti di viaggi, amicizie, ricordi, sensazioni. E non mancano gli autoritratti.

A. Siza, Autoritratto con inizio di ritratto | Collezione LS+AS | Penna a sfera su carta | 21×29,7 cm

CBE l’architettura?

GR – Non sono presenti schizzi dei suoi progetti e laddove compaiono alcune architetture, identificano i luoghi, le tappe di un viaggio, come nel caso del Pantheon. Questa è stata una precisa scelta: crediamo possa essere interessante dare l’occasione di presentare al pubblico valori etici e aspetti inediti di un progettista come lui. Lo stesso approccio si rintraccia nella video-intervista: Siza, naturalmente, spesso inserisce riferimenti alla sua professione, ma nella proiezione si può ascoltarlo parlare di musica, di episodi della sua vita, dell’infanzia e dei suoi sogni da bambino. Avrebbe voluto fare lo scultore o il cantante d’opera, sapete?

A. Siza, Colombia, Marzo 1982 Ritratto – Quaderno 108 | Collezione A. Siza | Penna a sfera su carta | 21×29,7 cm


ÁLVARO SIZA. VIAGEM SEM PROGRAMA – disegni e ritratti | Fino al 11 Novembre 2012 | Fondazione Querini Stampalia , Santa Maria Formosa – Castello 5252, Venezia | Ingresso gratuito

Foto di copertina di Andrea Piovesan – Un ringraziamento a Greta Ruffino e al personale della Fondazione

A cura di Giulia Milza & Valentina Silvestrini