Bag one / John Lennon

Bag one / John Lennon

John Lennon è stato un artista a tutto tondo: è questo il primo messaggio della mostra “All you need is love” allestita fino al 20 ottobre Modena presso la Galleria Civica in Palazzo Santa Margherita (Corso Canalgrande, 103) ed inaugurata in concomitanza – temporale ed emozionale – col Festival Filosofia che racconta per il 2013 un tema speciale, Amare. Dopo una sguardo alla sala si capisce subito che Lennon non è solo uno (L’UNO) dei Fab Four ma, dietro le lenti spesse e i testi appassionati, è un intellettuale, artista e creativo balzato ben oltre il mondo della musica: è un vero figlio del suo secolo.

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Ad innescare il meccanismo della piena consapevolezza in lui un incontro definitivo e totalizzante, quello con la musa e compagna Yoko Ono, da cui sembra dipendere l’evoluzione critica ed emotiva del personaggio. Lennon si arricchisce di nuovi moduli ed approcci e rigenera ed attualizza anche lontano dai Beatles il suo potere di comunicatore eccezionale e fine, come ricordano i curatori della mostra Enzo Gentile, Marco Pierini e Antonio Taormina, in grado di coniare su richiesta slogan meravigliosi – All you need is love, per dirne uno – in cui tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo riconosciuti. La figura “breve” e poliedrica di John Lennon diventa agile con le parole i segni facendo propri i nuovi media, la nuova forza dell’immagine, il linguaggio dei tanti; guadagnandosi il ruolo di innovatore e ricercatore versatile e lungimirante, addirittura cercato in un incontro-scambio da Marshall McLuhan che riconosce in lui un possibile interlocutore.

Bag One / John Lennon

Bag One / John Lennon

L’esposizione racchiude più nuclei tematici, più facce della stessa medaglia: il Lennon illustratore della cartella Bag One, suo “regalo di nozze” per Yoko, che si sofferma sul doppio binario del matrimonio e dell’intimità di coppia; il Lennon pacifista e sperimentale dell’audiovisivo; il Lennon scrittore, come nella mostra gemella “Literary Lennon” in scena a Bologna (dal 18 settembre, Museo della Musica di Bologna); il Lennon performer, come nel caso dell’happening Bed-in, luna di miele “aperta” tra Amsterdam e Montreal, risposta non violenta alla guerra in Vietnam che sembra raccogliere nella stravagante quotidianità della coppia le dinamiche di Fluxus (che Yoko rappresenta) e che per l’ennesima volta conferma e sfrutta la la forza del potere mediatico .

Locandina di "Come ho vinto la guerra" (1967) di Richard Lester

Locandina di “Come ho vinto la guerra” (1967) di Richard Lester

Eppure nonostante il tanto fare  e il tanto dire, in quella grande sala in cui l’esposizione trova vita, in un gioco di chiari esagerati ed immagini che lo rendono sveglio e parlante, Lennon sembra essere una di quelle persone che non eccelle straordinariamente in alcun campo ma che, per una qualche deformazione naturale all’origine, sembra barcamenarsi ad ottimi livelli in tutti i campi in cui l’estro umano può divertirsi, col fascino ed il magnetismo che poche figure hanno. Non un solo John ma più John convivono con familiarità sulle tele delle splendide litografie che sembrano raccontarne i dettagli più segreti, nelle immagini tratte da Come ho vinto la guerra, nella mitica copertina di Annie Leibovitz che lo vede nudo e primordiale al fianco di una Yoko quasi austera, radicata. In quell’abbraccio passato alla storia, immortalato la sera prima dell’omicidio di John, il senso di una frase – All you need is love – che per noi (e per loro due) vale ancora da motore.

© Anne Leibovitz

© Anne Leibovitz

Dove&Quando: Galleria Civica di Modena, Corso Canalgrande 103 – Modena – dal 13 settembre al 20 ottobre – ingresso gratuito.