Questa è Alice Avallone. Si occupa di digital media, web 2.0 e social media. E’ anche esperta di new media, buzz & word-of-mouth marketing. Lei taglia corto e si definisce una Creative Thinker, e secondo me questa definizione le calza a pennello. I suoi progetti dai nomi strani (Katahomo, MyDigitus, Visioni Binarie tra gli altri) hanno vinto così tanti premi che non si può elencarli tutti. Di recente è stata pure selezionata dal TNT – Festival dei Giovani Talenti di Roma.

Adesso Alice è a New York. Immagino che sia lì per raccogliere tutte le energie della città per poi metterle in valigia e portarsele in Italia, dove vuole tornare un giorno. Nel frattempo ha dato vita a Nuok, “un web magazine indispensabile per viaggiatori, residenti e chiunque voglia conoscere il lato inedito di New York”. Noi l’abbiamo intercettata per farle qualche domanda.

Di te, come persona, si sa poco, ovvero: che sei una criminale, che hai spiato le persone sui treni e, tra le altre cose, che Dio ti ha chiesto di essere la sua manager. Puoi sciogliere un po’ di misteri e dirci qualcosa di te?

Sono nata il 15 dicembre 1984, alle due e cinque minuti di notte. A sei anni il boom della mia carriera: ho iniziato a collezionare punte di matita colorate, diffondendone la moda. Le punte di matita diventarono così moneta di scambio per merendine e giornalini alla Scuola Elementare Baracca di Asti. Tutto il resto della mia vita è online. Come diceva mia nonna materna “l’Alice si guadagna da vivere stando seduta davanti ad un computer“. Mi piace definirmi Creative Thinker: creo strategie di comunicazione sui new media, le realizzo e le diffondo.

Sei l’ideatrice di Nuok.it, il web magazine su New York redatto da creativi italiani che ci vivono. Come ti è venuta questa idea e cosa è per te NYC?

Nuok nasce per caso, come tutte le cose belle. Nell’estate 2009 sono andata a New York per turismo. Prima di partire, ho cercato in lungo ed in largo informazioni in rete accurate, aggiornate ed originali. Ho comprato un paio di guide turistiche. Ho scritto a tutti i miei amici già stati là per raccogliere le esperienze. Risultato? Una gran confusione! Fu così che una volta arrivata a New York, ho iniziato a tenere un diario, Nuok. Per me New York è una grande lavatrice, che ti centrifuga e ti fa uscire con più stimoli, idee, contatti.

Come cambia l’Italia, vista con gli occhi di chi l’ha lasciata?

Paradossalmente, da quando sono a New York, ho imparato ad apprezzare di più l’Italia. L’Italia è un gran casino, con tanti problemi, come tutti i paesi del mondo – ma come ricorda la saggezza popolare, l’erba del vicino è sempre più verde. Io in questo momento mi trovo in America a studiare, ma ho tutta l’intenzione di tornare al più presto in Italia. Mi sto regalando un’esperienza grandiosa a New York, che mi sta arricchendo di contatti, stimoli, nuove idee: non vedo l’ora di portare tutto questo all’interno dei nostri confini. Condividerlo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Crescere il network di Nuok e le sue Sitis, senza dubbio. E continuare a viaggiare. Prossima meta… Australia?

nuok.it

nastenka.it