Meta-ritratti.

C’è chi dipinge la realtà. E c’è chi dipinge la realtà.

Lo so, a prima vista questa appare una colossale (nonchè doppia) banalità, ma cerchiamo di distinguere. Qui si parla di soggetto e rappresentazione che si scambiano di posto, non bisogna fare confusione.

Ricominciamo dall’inizio: c’è chi usa la pittura per trasferire la realtà su una tela. E sin qui, niente di nuovo sotto al sole.
Ora modifichiamo l’ordine degli addendi: per alcuni, la realtà É la tela, da modificare attraverso la pittura. E la rappresentazione diventa tridimensionale. Ancora poco chiaro?

Alexa Meade vi spiega tutto.

L’artista statunitense, venticinquenne originaria di Washington D.C., è affascinata dall’idea di modificare il modo in cui un soggetto, opportunamente e minimamente modificato e rimaneggiato, possa apparire in maniera così alterata da confondere completamente l’osservatore.
Alexa utilizza i suoi soggetti come tela e supporto, sui quali dipinge una rappresentazione dei soggetti stessi. In pratica, vi piglia e vi fa il ritratto spennellando direttamente sulla vostra faccia.

Il risultato è impressionante, con la creazione dell’illusione ottica di un’immagine apparentemente piatta come un quadro, ma viva, mobile e tridimensionale come il soggetto nascosto sotto la tinta.

Se Dorian Gray l’avesse saputo, forse avremmo evitato un disastro…