Stop motion, pastelli, canzoni.

Ci sono casi in cui la popolarità di una canzone fa la fortuna del regista che ne gira il video. Ma più spesso, e sempre maggiormente ai tempi di Youtube, è il video stesso a farsi largo tra i social network e rendere indelebile una melodia e a decretarne il successo. Mi vengono in mente gli Ok Go, ad esempio, che dei clip creativi hanno fatto un marchio di fabbrica, ma più recentemente è questo il video che circola senza sosta tra i blog e le bacheche di facebook:

per chi pensava che lo stop motion stesse diventando troppo inflazionato e quindi noioso, ecco un video che sembra ridare un senso a questa tecnica: con una folle, allegra sequenza, pazientemente costruita con 920 (!) pastelli e 5125 (!!!) frames, sembra di essere magicamente trasportati ai tempi delle scuole elementari, e agli odori e alle sensazioni che di questi tempi possono apparire dimenticati.

Ormai siamo diventati grandi, ma chi non ricorda chiaramente dall’infanzia l’odore delle scatole di pastelli, il colpo secco della punta che si spezza sul foglio, la lacca scrostata, la zip dell’astuccio che non si chiude e le scaglie sottili di legno che sembrano uscire dal temperino come per magia?

Di certo non Jonathan Chong: l’artista, conosciuto come Dropbear, che ha pazientemente sistemato, animato e modellato questo splendido video, realizzato per il cantante indie-folk Hudson.

Se, come sempre accade per quelle cose troppo fluide e belle per sembrare faticose, ci venisse il dubbio che realizzare una cosa del genere sia un lavoro da nulla, c’è anche un dietro le quinte che ben rende l’idea del colossale, paziente operato di Dropbear. Quasi pari alla fatica e alla pazienza che ci sono servite per diventare grandi.