Birra… e sai cosa bevi!

Ve lo ricordate Arbore in un famoso spot di trent’anni fa che pubblicizzava la bevanda ambrata? Da allora il vuoto a rendere ce lo siamo giocati, ma gli italiani hanno seguito il consiglio di pasteggiare estate e inverno con la bevanda che “dà sprint”.

Delle virtù benefiche della birra se sono accorti per primi i Sumeri, che l’hanno inventata nel 4000 a.c., esportandola poi in Egitto, dove completava gli arredi funerari, e in Grecia; anche tra Etruschi e Romani era consuetudine dissetarsi con una bevanda molto simile a quella che compriamo oggi al supermercato e già Tacito redarguiva dal consumo eccessivo che ne facevano i suoi contemporanei.

Il tocco finale al sapore amaricante della birra glielo diedero i monaci introducendo il luppolo nella ricetta; Benedettini, Cistercensi e Francescani già nel Medioevo coltivavano l’orzo e impiantarono birrifici nei loro conventi, che prima del 1803 erano addirittura più di 300 nella sola Germania.
Ma… e l’immagine dei popoli barbari che gozzovigliano con i bicchierozzi ricolmi dov’è andata a finire? Non è del tutto sbagliata, perché le basse temperature che si riscontrano nei paesi nordici sono in effetti più adatte alle esigenze del lievito di birra.

Per ottenere la birra in pratica sono necessari quattro ingredienti: cereali, acqua, luppolo e lievito, ed esistono birre fatte con riso, frumento, mais e ovviamente orzo, maltato o torrefatto, che in base alle diverse tipologie di fermentazione (bassa, alta e spontanea) ne caratterizzano lo stile.

Esistono in commercio dei kit per farla in casa, ma solo con la passione e con un po’ di ingegno potreste arrivare ai risultati dei microbirrifici italiani che in lungo e in largo ricoprono la penisola, tanto da fare la concorrenza alle più famose Strade del Vino.
Dalle parti di Bologna c’è ad esempio la StataleNove che non è solo la via Emilia, ma anche luogo di perdizione tra mille profumi inebrianti (assaggiate la Gold fatta con le pere Williams i.g.p. dell’Emilia Romagna e del buon formaggio…!).

L’abbinamento della birra con i cibi va al di là della semplice accoppiata con la pizza: la Kriek si sposa benissimo con le crostate di frutta, la Weizen con il pesce azzurro, e…(l’avreste mai detto?) la famosa irlandese Stout fa concorrenza allo champagne come accompagnamento alle ostriche!
Da sfatare poi il mito della birra come bevanda da servire ghiacciata, le temperature di servizio variano da 5-6°C di una Lager ai 12-16°C di una corposa birra trappista, per esaltarne al massimo i profumi e i sapori.
Ecco, non arrivate però a chiedere al barista di “scaldarvi una birra”, a meno di non trovarvi di fronte al mitico Adolfo di Radiofreccia!