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Chi era Orson Welles? Un regista, un cinefilo, uno scrittore, un genio, un burlone? Nato in Wisconsin e morto, 70 anni dopo, a Hollywood, Orson è una leggenda. Quello de La Guerra dei Mondi e di Quarto Potere, forse il più bel film della storia del Cinema, uomo di contraddizioni ed eccessi, bugiardo patologico.

Non si può inquadrare, etichettare Orson Welles. Forse la definizione che più si avvicina alla realtà è quella di falsario. Ecco, sì, Orson Welles è stato il più grande falsario dei nostri tempi, ha mostrato il Falso in tutta la sua potenza rivelatoria, perchè solo attraverso un’autentica, continuativa, ispirata professione del falso si arriva alla verità.

E come può un falsario autentico non amare il Cinema? Esso era per lui “la cosa da fare”. L’unica che avesse senso, l’unica che rivelasse la realtà. Il cinema non gli piaceva guardarlo, gli piaceva farlo, esprimersi attraverso la creazione dal nulla di qualcosa che non esiste, solo pellicola in veloce disfacimento, solo un’illusione, eppure la più bella.

Pensate che cosa dev’essere stato andare a pranzo con uno come Orson Welles. Una delizia, forse, un incubo, probabilmente. Per scoprirlo dovete leggere A Pranzo con Orson, edito da Adelphi, una raccolta di conversazioni tra il genio del cinema e il regista Henry Jaglom. Seduti al tavolo del Ma Maison di Los Angeles, i due si scambiano opinioni sull’arte del grande schermo attraverso le quali compaiono preziosissimi frammenti biografici di Orson.

Da prendere coi guanti, ovviamente, togliendoli al grande illusionista che era. Eppure così come appaiono, tra le panzane, le iperbole, le esagerazioni istrioniche e i trucchetti ad effetto, restituiscono un’immagine veritiera, che si avvicina tanto più alla realtà quanto più si allontana dalla confessione e si fa anch’essa, semplicemente, teatro.

Interprete perfetto del paradosso del mentitore – “Questa frase è falsa”, disse il bugiardo – continui a fregarci anche da morto, diavolo di un Orson.