Venezia. Perdersi fra le sue calli significa farsi travolgere da domande e curiosità sulla vita passata e presente di una “città gioiello” in cui sembrano esserci solo turisti, ma che, in realtà, è abitata da 56 mila persone che non immaginano posto migliore per dare sostanza al proprio essere “se stessi”.

La casa di Anna Toscano

Colpo d’occhio

  • Chi ci abita: Anna Toscano e i suoi due cani: Emma e Iole
  • Dove: Venezia
  • Superficie: 120 m² con la corte interna
  • Anno di costruzione: fine ‘800

Anna Toscano è una poetessa, una scrittrice, una docente universitaria. Ed è una delle 56 mila persone che in Venezia vedono la propria, e unica, casa. Anna, originaria di Treviso, abita vicino a Campo Santo Stefano e vive in un grande appartamento al piano terra di un palazzo antico. È qui che prendono forma le sue poesie, a metà tra lirica e prosa, ispirate alla vita, al quotidiano e all’umano misurarsi con esso.

La casa di Anna Toscano

Ogni volta che gira la chiave nella toppa, Anna sa che ad aspettarla c’è l’immenso abbraccio delle sue indefinite migliaia di libri, che abitano intere pareti di scaffali, e delle sue “manichine”, di cui da diversi anni è una collezionista. “Manichine” al femminile, perché i mezzi busti che Anna recupera dalla spazzatura, oppure da qualche sarto o commerciante che decide di chiudere bottega, hanno sempre le forme morbide e armoniose delle donne. La casa che Anna condivide con Emma e Iole – le sue fedeli compagne di vita, adottate entrambe in un canile di Chioggia – è un universo di oggetti. Ovunque ci si giri, passando dall’ingresso al soggiorno, dallo studio alla cucina, e dalla camera da letto ai due bagni (in uno di questi una manichina in ferro battuto è diventata un porta saponi) ci sono cose. E nemmeno una guru dell’ordine come la giapponese Marie Kondo avrebbe da obiettare, perché chiunque, anche chi entra per la prima volta, capisce che qui tutti gli oggetti hanno un senso, una vita e un’anima.

La casa di Anna Toscano

La poetessa ha iniziato ad abitare in questa casa dopo la morte dello zio, proprietario di un negozio di alta moda in Piazza San Marco. Prima di essere popolati di libri, borse, cappelli, vestiti, vasi, occhiali, candele, penne, cd, abat-jour, innumerevoli quantità di scarpe e piccole collezioni di teiere che fanno compagnia ai volumi sugli scaffali, gli interni erano arredati con mobili, armadi, specchi e cassettoni in stile settecentesco che Anna ha in parte venduto e in parte recuperato.

La casa di Anna Toscano

«Ogni oggetto della mia casa ha un significato», racconta. «Ci sono mobili e complementi d’arredo che ho resuscitato dall’immondizia e fatto rivivere qui, nella mia casa, che io amo chiamare la mia “tana”, il mio rifugio di pensieri e scrittura. Con molti mobili e oggetti appartenuti alle mie nonne e ai miei genitori, che non ci sono più, ho un forte legame affettivo: questi spazi sono la sede della loro continuità nella mia vita». Quando era piccola, Anna voleva fare la giornalista e l’amore per la scrittura, diventato una professione, si avvicina alle sue aspirazioni infantili tanto quanto il suo ambiente è l’espressione della sua riflessiva creatività interiore. Che non trova sfogo solo nelle parole, ma anche nelle fotografie in bianco e nero stampate e assemblate in corposi raccoglitori messi in fila su uno scaffale dello studio in cui c’è un letto: «Quando mi distendo qui, godo del miglior panorama della mia casa: lo scaffale con i miei libri (oltre 3000) e la mia scrivania».

La casa di Anna Toscano

A sinistra, sopra la porta, ci sono tutti i suoi diari, da quelli di trent’anni fa a quelli di oggi, in cui scrive e si ritrova con un sottofondo di musica francese e incenso alla cannella. «Li ho conservati tutti e ogni anno aumentano. È qui, nello studio, nel mio angolo di felicità, che amo scrivere i miei pensieri, leggere, studiare e riposarmi». Anna dice di sentirsi bene dappertutto, nella sua casa. Sembra che nessun angolo le stia stretto. «Ma ogni tanto – confessa – passo intere a giornate a spostare oggetti, a cambiare la loro disposizione. Mi succede prima di scrivere un libro, nei momenti in cui anche il mio inconscio è sottosopra».

La casa di Anna Toscano

Anna con Iole, una segugia adottata nel canile di Chioggia. Quando ha fatto il suo ingresso a casa di Anna, ha trascorso interi giorni nascosta sotto i mobili, tanta era la paura di affrontare il mondo dopo anni di maltrattamenti e abbandoni. Quando Anna è riuscita, finalmente, a portarla fuori, Iole si è messa a correre all’impazzata. Quel momento ha sancito la sua nuova e felice vita veneziana.

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Articolo a cura di Silvia Zanardi.