X 30 second to mars band

30 Seconds To Mars.

Va a finire che quando qualcosa nella tua vita cambia, cambia ovviamente anche il tuo modo di vedere le cose. Criticavo la gente dalla mentalità chiusa, ma la prima ad interessarsi e ad ascoltare sempre le stesse cose ero io. Cercavo di spaziare nelle sfumature di un genere che gira e rigira era quello. Quando qualcosa nella tua vita cambia, poca importanza hanno le mode, le next big things, i dischi dell’anno.

Ancora oggi mi chiedo se fosse stato un gesto dettato dall’immaturità o dall’eccessiva sensibilità che da sempre mi accompagna. Tre anni fa, alla notizia della morte di Heath Ledger, uno dei miei attori preferiti, presi borsa e bicicletta e mi avventurai in direzione della diga del mio paese, che si erge nella parte nord del Mar Adriatico ed in tutte le stagioni è meta di passeggiate di coppie, cuori solitari, pescatorini, maniaci, teppistelli e gente che ha voglia di stare un po’ per conto proprio. Io (spero) facevo parte dell’ultima categoria, volevo stare un po’ per conto mio perché ok, non lo conoscevo, ma mi dava estremamente fastidio quella morte assurda ed improvvisa. Lì faceva un freddo cane (se non ricordo male avvenne in Gennaio) ed il solo rumore delle onde non mi bastava. In cuffia avevo A Beautiful Lie dei 30 Seconds To Mars. Riflessivo ed arrabbiato quanto basta.

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Gli attori o sportivi che si (re)inventano cantanti o musicisti di solito non mi ispirano troppa fiducia o credibilità. In questo caso Jared Leto non ha mai avuto quel successo spaziale come attore, quindi gli si può perdonare la svolta musicale. Se poi ci aggiungiamo che nella band c’è anche la figura rassicurante del fratello Shannon, ancora meglio. Ad oggi il gruppo è formato dai fratelli Leto e Tomislav (Tomo) Milicevic, fratello di una certa Ivana.

Cominciano a muovere i primi passi nell’ambiente circa 10 anni fa, piuttosto tardi se si considera che i componenti non sono più dei ragazzini. Va anche detto che dopo l’album omonimo del 2002, passato quasi inosservato a livello internazionale, la band statunitense non è stata in grado di evitare l’onda emo del fatale biennio 2005-2006. Jared Leto, leader carismatico, con il trucco e gli hairstyles, di certo ha contribuito alla crescente fama della band in uscita con il secondo disco A Beautiful Lie, con un leggero cambio di genere ed il temporaneo abbandono delle sonorità industrial, protagoniste del primo disco. Il gruppo si distingue, inoltre, per la qualità ed il pregio dei videoclip, ad opera di Bartholomew Cubbins (pseudonimo di – indovinate chi?). Di sicuro l’esperienza nel mondo cinematografico ha aiutato il frontman a scoprire qualche trucco del mestiere. I video, o meglio definirli cortometraggi, sono vere e proprie storie, quello di From Yesterday, che tra le tante cose vanta il primato di essere in assoluto il primo videoclip ad essere stato girato nella Repubblica Popolare Cinese.

I capelli e le barbe crescono, e grazie al cielo viene accantonato quel look emo artefatto e che sicuramente è stato studiato dall’occhio lungo di Jared Leto per creare i “personaggi”, ma considerando che all’alba dei 40 anni (nonostante si sappiano difendere benissimo) a meno che tu non sia Gene Simmons è meglio prendere ovatta e struccante.

This Is War esce esce a fine 2010, anticipato dal singolo Kings And Queens. E’ un album che ridà il benvenuto al genere degli inizi, riuscendoci magistralmente. Si potrebbe definirlo hard/alternative rock farcito d’industrial. Le ambizioni del disco sono alte, a partire dal titolo, chiaro riferimento alla storia americana degli ultimi 10 anni, argomento che si riprende ovviamente nel videoclip della title-track, introdotto dalla scritta “this song is about peace“. Sempre a proposito di ambizioni, ogni singolo pezzo è elaborato e raffinato, e nella rosa dei brani (12 in totale) che compongono il disco c’è spazio per sfumature nu-metal, elettroniche ed anche una collaborazione prestigiosa: Kanye West, che mette il proprio personalissimo zampino in Hurricane, brano tra l’altro dal particolare videoclip, controverso, affascinante, piccante.

E’ una band che ci crede, tantissimo, ed il suo successo lo si deve soprattutto a questo. E’ una band che ci crede, è credibile e fa bene a crederci.

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