Cosebelle_9L_20lines

UROBOROS – Illustrazione di Elena Borghi

Sono settimane in cui sui social network impazzano pseudo grida di aiuto, accompagnate da esortazioni molto spesso false a lasciare l’Italia per un paese diverso. Come se queste potessero essere, anche solo lontanamente, soluzioni. Sono mesi, o forse anni, in cui la logica più comune vuole che quello che io faccio tu distruggi e poi, viceversa, magari quello che hai fatto tu lo distruggo io. Perchè la cosa più semplice è vedere tutto bianco o nero, senza tenere conto delle sfumature, dei grigi, dei beige; ma neanche dei rosso fuoco o dei giallo canarino. Così come una stretta di mano è più facile da trovare rispetto a un intreccio di dita che si sciolgono le une tra le altre; un bacio più comune rispetto ad un abbraccio.
La verità è che preferiamo non uscire dal porto della nostra sicurezza, e che ci siamo abituati ad agire per differenze anzichè per somme o moltiplicazioni; così quando in questo trionfo di individualismo ha bussato alle nostre porte un progetto che è un vero e proprio inno all’addizione ho visto all’improvviso mani sciogliersi in infiniti nodi multiforme, e all’orizzonte un lumicino di speranza.

9L è un romanzo, è un thriller, è scrittura social, è 20 righe al giorno per 54 giorni.
Ma questi sono in realtà solo pretesti, perchè 9L in realtà è interazione, è culla di infinite storie, è un’idea di quelle che nascono sotto la doccia e che troppo spesso abbiamo l’istinto di reprimere. Come ogni romanzo che si rispetti, 9L ha un suo autore –Marcello Marabotti– e una sua trama -ispirata a un fatto di cronaca del 1966. Il bello però viene adesso: ogni risvolto, ogni episodio, ogni parola di questo romanzo può generare una sottostoria: per Marcello Marabotti 9L è una strada di New York, per me un numero civico di Val di Nizza, ma anche seconda stella a destra, e per te?

9L è uno nessuno e centomila, come i suoi personaggi, e le sue 20 righe per 54. E’ l’immagine che le sue parole hanno evocato davanti ai tuoi occhi e che puoi uploadare su 20 lines; ma è anche quella canzone di Pacifico (o dei Negrita?) che ti si insinua nelle orecchie mentre lo leggi (o lo scrivi) e che non puoi fare a meno di appuntare come nota a margine. Basta taggare una frase per partire con un sottoracconto, ognuno inizia e finisce dove vuole, per una buona volta senza troppe regole. Per una buona volta raccogliendo in modo costruttivo gli spunti seminati dagli altri, in un gioco letterario, sociale e quasi matematico di infinite moltiplicazioni.


9L è un’idea di Marcello Marabotti, sviluppata in collaborazione con Silvia Butta Calice e Andrea Perato di Factorio.us, per poi trovare forma e compimento nel social di scrittura 20 lines. Il progetto è online da ieri, lunedì 11 marzo 2013,  e il prossimo venerdì, 15 marzo 2013, verrà presentato ufficialmente presso la Santeria di Milano (via Ettore Paladini, 8)

9L è anche su Facebook