La vita da single non è sempre rose e fiori. Soprattutto in una grande città. Se ha 8 milioni di abitanti e si chiama New York, poi, la situazione potrebbe complicarsi ancora di più.

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I veri creativi, però, non si fanno abbattere dalle difficoltà. I veri creativi, quando restano soli, non si chiudono in casa mangiando gelato in pigiama circondati da kleenex (ogni riferimento a fatti accaduti è puramente casuale). I veri creativi, nonostante definiscano le frequentazioni nella metropoli “seccanti” e “faticose”, sanno incanalare le delusioni e trasformarle in progetti di successo. Stiamo parlando di loro:

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Chi mastica un po’ di design, probabilmente, li avrà riconosciuti: sono Timothy Goodman e Jessica Walsh, che oltre ad essere ottimi grafici e buoni amici, si sono ritrovati ad avere un’altra cosa in comune: l’essere “scoppiati” nello stesso periodo.
In fuga dai rapporti troppo impegnativi lui, inguaribile romantica lei,
a furia di schernirsi a vicenda per i relativi fallimenti amorosi, hanno avuto un’idea: trasformarli (e trasformarsi) in esperimento.

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Se è vero che quaranta giorni sono il tempo necessario a cambiare le cattive abitudini, ecco 40 days of dating: quaranta giorni dettagliatamente documentati di frequentazione programmata tra due single; quaranta giorni, insomma, per uscire insieme come fanno le coppie, e vedere (non troppo di nascosto) l’effetto che fa.
Un po’ esperimento sociologico, un po’ reality, un po’ blog di grafica, il progetto ha poche regole, ma precise: tra i sei punti fondamentali, quello di vedersi ogni giorno dal 20 marzo al 28 aprile, non frequentare altre persone e compilare ogni sera un questionario, riportato poi sul sito come testimonianza della giornata.

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Tutto il resto viene da sé. Ma se pensate che il bello del progetto sia vederesesiinnamorano, preparatevi a cambiare idea: 40 days of dating è una ricerca a 360 gradi sull’amore e tutte le sue sfaccettature, un resoconto inaspettato ed onesto sulle insicurezze e le difficoltà, ma anche le gioie, che imbarcarsi in una relazione comporta. Tra consigli di genitori sposati da decenni, confessioni anonime, lettere di ex e scommesse, ognuno dei 40 giorni è un viaggio a tema alla scoperta dell’altro e, perché no, anche un po’ di noi stessi. Il tutto corredato, com’è lecito aspettarsi da artisti di questo calibro, da immagini, disegni, fotografie e grafiche che di per sé sono cosebellissime.

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E mentre si vocifera che anche Hollywood sia interessata al progetto e voglia trasformarlo in una serie tv o in un film, non ci resta che attendere il 3 settembre per scoprire come sono andati gli ultimi giorni dell’esperimento (che comprendono una delle prove più importanti, un viaggio a Disneyworld di tre giorni). Jessica e Tim saranno riusciti a risolvere i rispettivi problemi nei confronti delle relazioni con l’altro sesso? Si saranno innamorati? Quel che è sicuro è che, per il momento, siamo noi ad esserci innamorati di loro!

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