Potrei dire di essere più ferrata in materia di cibo, nel distinguere ciò che è slow e ciò che è fast. Un buon bicchiere di vino e un antipasto della casa, ovunque ti trovi in Italia, e il mondo ti sorride. Ora, per quanto riguarda la moda, parlare di slow fashion e di moda etica in un mondo in cui Zara è la Regina Madre non è facile. Badate bene, passo ore della mia vita nei negozi di Zara, a provare e riprovare abbinamenti improbabili. Ma l’importante è sapere che esistono concetti di moda differenti, per avere la possibilità di scegliere ciò che più si avvicina al nostro modo di essere. Capiamo qualcosa di più.

Il fast fashion è la definizione utilizzata dai rivenditori per indicare quella moda che passa velocemente dalle passerelle ai negozi e permette ai consumatori di cavalcare i trends del momento. Banale? E lo slow fashion? Si tratta semplicemente dell’idea di disegnare, realizzare e comprare capi di abbigliamento di qualità e longevi. La moda slow incoraggia programmi di produzione più lenti, salari equi, minore impatto ambientale e rispetto per gli animali. Una moda politicamente ed eticamente corretta, che ogni designer può esprimere secondo la propria personale sensibilità, senza imposizioni. Forse, è a causa delle continue fonti di stress che dobbiamo sopportare che l’idea di qualcosa che si muove lentamente ci provoca una certa quantità di ansia.

Ma ecco qui quattro pezzi realizzati in base alla filosofia dell’ethically correct, secondo il pensiero di giovani e affermati designer.

studyny shirt cosebelle 4

#1 Tara St James ha creato il suo brand Study NY rifiutando l’idea della stagionalità degli abiti, liberandosi dall’imposizione di un ferreo calendario di sfilate. I suoi capi, eterei alla vista e al tatto, sono realizzati con materiali sostenibili. Secondo Tara, l’importanza della moda sta nel creare abiti di qualità e nel garantire rispetto a chi si adopera in questa realizzazione.

papave bag cosebelle 3

#2 Papave è un giovanissimo marchio orgogliosamente italiano. Due amici che hanno unito le proprie forze per realizzare un progetto di moda sostenibile, in cui la realizzazione artigianale conferisce il carattere al modello. La canapa, come nel caso di questa shopper, diventa elemento centrale e distintivo.

karen walker sunglasses cosebelle_2

#3 La designer Karen Walker non ha certo bisogno di presentazioni. Gli appassionati conosceranno sicuramente i capi minimal-chic che Karen presenta ogni anno alla settimana della moda newyorkese. Ma ciò che ci interessa è il suo impegno nelle iniziative etiche dell’ITC, International Trade Centre. Tra le iniziative, quella che ha portato alla realizzazione di questa linea di occhiali aveva lo scopo di creare lavoro per le comunità di artigiani in Kenya.

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#4 Moda a kilometro zero per Format, un brand che realizza le collezioni a Berlino e nei dintorni. La maggior parte dei capi non ha stagionalità, perché sostenibilità significa necessità che i capi non possano considerarsi fuori moda nel giro di pochi mesi.

E voi, di che sostenibilità siete?