Qualche giorno fa abbiamo chiesto ad Adele Nigro se le faceva piacere partecipare a un’Antologia di racconti estivi. (Sì questo è uno spoiler) Ne è uscita questa sorta di confessione, di sfogo, di ammissione che forse non è un racconto, ma è comunque una cosa bella, interessante, vera. La pubblichiamo qui con le illustrazioni di Mistobosco. Per quanto riguarda quell’Antologia invece beh, manca pochissimo.

 

Luglio 2016.
Ho ventidue anni da un paio di mesi e inizio a sentire il fatto che sto veramente crescendo. Mi guardo indietro, l’estate scorsa. Ricordo cosa non avevo, ricordo cosa non ero, ricordo chi ero. Tra poco vedo un’amica, la accompagno a comprare dei vestiti. Dovrei prendere qualcosa anche io, mi dico, ma forse oggi no: ho mangiato troppo a pranzo, mi devono venire le mestruazioni, mi sento gonfia. Non mi sento bella – e con bella intendo il minimo sufficiente per guardarsi allo specchio senza chiedersi: vado bene anche così?
Ho i capelli biondi, gli occhi blu, sono una tipica ragazza bianca, non sono magra ma sono nella norma. Piaccio alle altre persone, e piaccio a quelle che piacciono a me. Faccio fatica a identificarmi completamente con il genere femminile, ma chi mi vede da fuori probabilmente non si pone il problema. Cis passing, si dice, quindi poche storie, Adele. Anche perché la lingua italiana mi obbliga a scegliere da che “parte” stare. Fisicamente, d’altronde, vengo letta come una persona standard in tutto e per tutto. Allora qual è il mio problema?

Probabilmente il mio problema è che da quando ho messo piede in questo mondo, sono stata bombardata da migliaia di messaggi, più o meno indiretti, che mi dicevano che non sono abbastanza, che il modo in cui sono fatta non va bene. Mi chiedo allora quante persone provino lo stesso disagio che provo io quando sento che stanno arrivando il caldo, l’estate, le magliette e i pantaloni corti. Scoprire un po’ il mio corpo non sarà una cosa così pesante, no? Non mi guarderanno male, e non faranno commenti sottovoce se non mi depilo, se sto sudando troppo, o se questo vestito non nasconde il fatto che non sono abbastanza magra? No, non posso legarmi i capelli, mi si vede troppo. No, non posso mettere una canottiera, odio le mie braccia. Andare al mare, al lago, al fiume, mettermi in costume, non se ne parla. No, non posso mettere le scarpe aperte, i miei piedi sono brutti. Continuo? Il culo grosso, la cellulite, il mio seno che è troppo grande e che cerco di nascondere con vestiti di qualche taglia più grande ancora.

Quante persone pensano le stesse cose, in estate, quando devono vestirsi per uscire di casa o quando si guardano semplicemente allo specchio? Quanta pressione viene esercitata sui corpi, in generale? Se tutta questa pressione viene esercitata sul mio corpo – che creerà anche dei grossi problemi a me, ma di sicuro non ne crea alle persone che mi circondano – quanta pressione sarà esercitata sui corpi che non sono considerati corpi “standard”? Mi chiedo questo. Mi chiedo anche se arriverà un giorno in cui questa pressione diminuirà fino a scomparire. Nel frattempo, cerco di lottare contro questo schifo come meglio riesco, afa compresa.

Quanto vorrei che il problema, in estate, fosse solo il caldo.

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Adele Nigro è una musicista. Ha suonato come metà delle Lovecats (l’altra metà ha illustrato questo testo, qui trovate il suo Facebook e il suo Tumblr) e oggi gira Italia ed Europa per suonare “Silently, Quietly, Going Away” il disco d’esordio di Any Other, uscito nel 2015 per Bello Records.