Cose semplici.
Eleganti.
Quotidiane.
Imperfette.
Ergonomiche.
Leggere e robuste.
Traslucide.
Cose belle.

Giovelab, il meraviglioso mondo fatto a mano di Giorgia Brunelli. Vi ricordate di lei?

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Ciao Giorgia, ci racconti come nasce il tuo ‘piccolo ed effervescente laboratorio di ceramica in mezzo al bosco’?
In realtà il piccolo laboratorio esiste dal 1997, ma si è trasferito in mezzo ai boschi 6 anni fa, quando ha trovato la casa dei suoi sogni. Fino al 2006 creavo oggetti artistici in ceramica raku, poi mi è nata dentro questa urgenza di creare oggetti utili, per la vita di tutti i giorni. Ho dovuto riconvertire tutte le attrezzature per iniziare a lavorare con porcellana e grès, servivano nuovi forni per l’alta temperatura – 1260 gradi -, nuovi smalti, nuove tecniche… Insomma ho dovuto ricominciare quasi da capo, ma è stata la cosa più bella che potesse succedermi!

I tuoi prodotti sembrano prender forma dalla filosofia giapponese del wabi-sabi che celebra la bellezza imperfetta, ma anche da quella nordica attenta alla funzionalità degli oggetti. Quali sono i tuoi riferimenti artistici? A cosa ti ispiri?
Ecco sì, questo è un punto cruciale per me: bellezza e funzionalità! Vorrei trasmettere poesia attraverso i miei oggetti, ma la funzionalità è essenziale. Il manico di una tazza può impegnarmi per ore. Ogni prototipo viene testato severamente, usandolo per più giorni. Mi piace moltissimo il termine inglese “comfort zone”. Gli oggetti che faccio devono entrare nella mia comfort zone, vivere i miei momenti, diventare dei compagni. Solo allora posso proporli ad altri. Penso di non avere riferimenti artistici precisi, ma sicuramente sono molto attratta dall’estetica giapponese, e anche dal concept di Kinfolk! Niente di più, niente di meno di quel che serve.

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E l’idea di lasciare dei messaggi sulla ceramica come è nata?
Ahhh, difficile a dirsi ma mi è sempre piaciuto scrivere. È una cosa che mi viene naturale e poi mi piace trasmettere pensieri lunghi condensati in pochissime parole. Infatti adoro l’idea dello Haiku.

Per la collezione primavera-estate hai abbandonato il total white a favore di delicate tonalità acquerellate, come nasce la serie ‘Pastello Days’?
Mi piace essere ispirata dalle stagioni, dal tempo e dalle luci che cambiano.
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Oltre alla ceramica Giovelab propone anche una collezione – Madera Collection – di vassoi, taglieri e utensili realizzati da tuo marito Paolo Lessio in legno trentino. Quanto è importante per voi la valorizzazione del territorio che abitate? E la sostenibilità ambientale di un progetto?
La nostra terra ci ispira sempre, è fresca, boscosa e profumata di resina, come si potrebbe andare a cercare lontano con tanta bellezza a portata di mano? A volte Paolo trova dei tagli particolari di legno, con cui farà mestoli, cucchiai, coltelli, taglieri. Finito quel legno si troverà un’altra essenza e i pezzi saranno sempre unici, diversi ed irripetibili.
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Dalla collaborazione con il concept store di Rovereto Generi Misti è nato un progetto speciale legato al matrimonio, ce lo racconti?
Con Generi Misti collaboro su più fronti. Da tempo sono rivenditori Giovelab, e da oltre un anno, nello spazio Generi Misti | Lab tengo dei corsi per trasmettere la magia del lavoro con la porcellana. In uno dei tanti pomeriggi di chiacchiere, fotografie e sogni ad occhi aperti è nata l’idea di rendere uniche ed irripetibili le porcellane di Giovelab per un progetto speciale rivolto al matrimonio. Con loro condivido l’idea di bellezza e semplicità e non è stato difficile quindi creare una capsule collection che potesse rendere unico ed irripetibile un momento speciale come quello del matrimonio. Abbiamo pensato a personalizzare le grafiche che solo per questo progetto vengono messe a disposizione del cliente. Si possono scegliere scritte, disegni o tessuti e pizzi che sono già in possesso del cliente oppure da realizzare insieme su specifiche richieste. Un grande appuntamento per noi sarà il prossimo Love Affair – a Milano, 22 e 23 ottobre 2016 – :  lì potremmo mostrarvi le porcellane che, una ad una, vengono realizzate interamente a mano.

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Il profilo instagram di GioveLab ci regala originali colazioni allestite in perfetto stile Alice nel Paese delle meraviglie: cosa non dovrebbe mai mancare in una colazione ideale?
Una tazza in grès fatta a mano, un coltello in legno per spalmare il burro e un cucchiaio in legno per la marmellata. Se devo essere sincera, amo più la collezione in grès, rispetto alle porcellane perché è semplice e rustica: io mi sento proprio così. Mi piace apparecchiare senza tovaglia, su tavoli grezzi, tenere in mano ceramiche un po’ spesse e irregolari, con pochissime decorazioni. Ma non dovrebbe mai mancare un fiore sulla tavola, dentro ad una bottiglietta riciclata!
E per finire, la nostra domanda di rito: qual è la tua cosabella?
Essere riscaldati dal flusso creativo, passeggiare nel bosco, osservare la natura nel suo scorrere, raccogliere piccole piante selvatiche e coltivarle in vaso, seminare, bere il tè in compagnia, cucinare per gli altri e fare filò intorno al tavolo. Più moltissime altre… non c’è abbastanza spazio!

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GioveLab
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Per GioveLab Wedding potete scrivere a giovelabwedding@gmail.com o seguire il progetto su Instagram | Photo Credits: Giovelab e Closette Blog
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Cover by Mariachiara Tirinzoni