Partiamo dalle basi: Jennifer Aniston sarà per sempre Rachel Green. Ciò implica che tutti, soprattutto i giornali, continueranno a parlare del suo taglio di capelli come ai tempi di Friends, di quanto è invecchiata nelle orrende gallery “Prima e dopo: guarda come sono diventate”, del fantasma di Brad Pitt che l’ha lasciata nel 2005 (ma voi parlate ancora degli ex di 11 anni fa?) e di almeno 10 gravidanze ipotizzate all’anno. In queste ultime 24 ore le stesse penne che l’hanno scrutata alla ricerca di news per i loro siti web la osannano come paladina dei diritti delle donne, del femminismo e di chissà cos’altro. Questo perché Jennifer ha scritto pubblicamente in un bellissimo articolo sull’edizione americana dell’Huffington post che ne ha abbastanza. Non ne può più dell’attenzione morbosa dei media americani sul suo corpo, sulla sua persona, sul suo essere donna. E non si tratta solo di un problema di privacy perché so già che state pensando “Il successo comporta anche questo, hai voluto la bicicletta e adesso pedala”. Qui, piuttosto, si parla di come i media dimostrino un’attenzione morbosa verso il corpo delle donne e la loro vita e di come questa aumenti se non soddisfano gli standard:

  • corpo tonico da modella anche dopo i 40 anni
  • sposata dopo i 30
  • incinta poco dopo il matrimonio
  • figli entro i 35
  • corpo subito tonico anche dopo i figli

Se i suddetti standard, a parte poche miracolose deleghe, non vengono rispettati fai notizia. Nelle parole di Jennifer.

L’oggettificazione e le analisi minuziose che le donne devono subire sono assurde e inquietanti.

Saranno problemi di Jennifer e delle attrici americane, direte voi, ma vi dico candidamente di no e la risposta è semplice:

Il messaggio che le ragazze non sono carine a meno che non siano incredibilmente magre, che non meritino attenzione a meno che non sembrino super modelle o attrici sulla copertina di un giornale è un qualcosa che stiamo tutti accettando coscientemente.

E poi Jennifer aggiunge anche una riflessione che si allarga e va oltre il semplice esempio per le giovani donne in fieri.

Quest’ultimo mese in particolare ha evidenziato quando definiamo il valore di una donna in base al suo stato civile e al suo essere madre.

Il messaggio della nostra società e della stampa, di riflesso, è che una donna non sposata e senza figli non è una donna completa. Se poi, in più, sommi la volontà dichiarata di non sposarsi e non avere figli ecco il corto circuito. Siamo nel XXI secolo eppure rimangono ancora i retaggi di un tempo passato in cui il corpo femminile era nobile solo per uno scopo: la riproduzione. La deduzione comune è che le donne, per dirle con le parole di Jennifer, sono in qualche modo

incomplete, senza successo o infelici se non sono sposate e con figli

Ed è un pensiero pericoloso e non rispettoso dell’individuo e della sua libertà. Non vi citerò il femminismo, anche se sapete benissimo che questo è uno dei suoi capisaldi, ma vien da sé che la scelta di non avere figli o non sposarsi, momentanea o definitiva, è una libertà necessaria per la donna e per le coppie. Può essere una scelta consapevole, una conseguenza di fattori che non conosciamo, ma toglietevi quello sguardo di compatimento quando guardate le coppie senza figli, perché sono individui completi proprio come voi che siete già genitori. E non continuate a chiedere ripetutamente “Quando ti sposi? Quando avrai figli? Non sarà troppo tardi poi?” perché forse la persona con cui state dialogando ha altro in mente, ha traguardi diversi, sta lavorando per un obiettivo e se si sposerà e avrà figli lo saprete comunque, a meno che non siate delle persone orribili.

Ma attenzione, vedo anche l’alzate di scudi delle mamme: “quando avrai un figlio capirai, parli così perché non ne hai mai avuti“. Chissà, forse si, forse no, ma non avere figli non mi renderà una donna peggiore, meno paziente o meno fortunata, semplicemente sarò un individuo diverso, ma con uguale dignità. Ancora dall’articolo di Jennifer

Non abbiamo bisogno di essere sposate o madri per essere complete. Possiamo scegliere da sole il nostro “e vissero felici e contenti”.

Jennifer Aniston-Huffington

Ma aggiungiamo un altro tassello alla questione gravidanza. In una intervista con Financial Times Chimamanda Ngozi Adichie, autrice e scrittrice di cui avevamo parlato fra le regole della brava femminista, ha svelato che stava allattando e alla domanda sul perché non avesse reso noto prima la sua gravidanza ha risposto

Ho amici che probabilmente non sanno che ero incinta e che ho avuto un bambino. Sento che viviamo in una età in cui ci si aspetta che le donne esibiscano la loro gravidanza. Non ci aspettiamo però che i padri esibiscano il loro essere padri.

e ha poi rifiutato di rispondere ad altre domande. Come vedete le femministe non odiano il concetto di gravidanza e figli, ma lasciano che ogni individuo la viva a modo proprio, anche non parlandone se vuole.

Una aggiunta è però doverosa: il mio è un invito alla libertà di azione e di scelta, al fare ciò che voi come donne sentite giusto per il vostro corpo e per quel momento particolare della vostra vita. Godetevi i vostri figli, che siano nati quando eravate giovanissime o già quarantenni, godetevi i preparativi dei vostri bellissimi matrimoni, ma non cadete nella solita trappola dei ruoli predefiniti della donna, dell’uomo e delle coppie. Provate ad immaginare un mondo diverso in cui non c’è una sola maniera di essere sé stessi e rispettate la diversità. Non cullatevi con gli stereotipi della donna che cucina, della donna regina della casa o della donna che è sempre un passo dietro il suo uomo perché lo rispetta, che si fa difendere da lui e che si sente completa solo se accudisce marito e figli. Prendetevi cura di chi e come volete, ma soprattutto prendetevi cura di voi stesse, per essere quello che volete senza lasciarvi distogliere da quello che una donna dovrebbe essere o sapere fare secondo ignoranti e retrogradi.

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For the record, l’articolo originale scritto da Jennifer Aniston 

Chimamanda Ngozi Adichie sulla maternità

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