Bologna è una città cui piacciono le certezze mescolate a una sorta di testarda follia. Non è vero che i tortellini sono un piatto invernale, ad esempio. E nemmeno le lasagne. Si mangiano sempre, anche a luglio. E le sfogline ne preparano a tutte le ore, tutti i giorni. Era un venerdì sera quando siamo andate a fare questi scatti, un venerdì sera brulicante di aperitivi perché fuori il caldo aveva finalmente fatto capire a tutti che non se l’era mica dimenticato che è estate. Sarà colpa di questo caldo se d’estate Bologna diventa ancora più rossa. Quando siamo arrivate con le due sedute Calligaris, le sorelle Zappoli stavano preparando la besciamella e dei passatelli per la signora Lamberti che sarebbe andata in Riviera per qualche giorno insieme ai nipoti. Non abbiamo dovuto insistere più di tanto per farle accomodare sulle Bloom Calligaris. Spossate dal caldo ma sorridenti, ci hanno raccontato che qualcuno ha rubato la loro gallina che stava fuori dal laboratorio ed era la loro mascotte. Ci hanno presentato Simone, che tra poco compie sei anni e quasi ogni giorno va in via Belvedere per mangiare l’impasto dei ravioli di magro con il limone e non se ne va se non è riuscito a mettere in tasca qualche tortellino da sgranocchiare rigorosamente crudo sulla via di casa.

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Quella sera al Cinema Ritrovato in Piazza Maggiore davano quell’inno all’estate italiana che è Il Sorpasso, fresco di restauro. Non era che il far della sera e già la platea si stava iniziando a riempire. Ci siamo sistemate con le due Bloom in prima fila ma poco di lato, sui gradini di Palazzo Re Enzo, a contemplare la rincorsa delle rondini e a farci guardare un po’ strane, un po’ per l’idea di portarsi le sedie da casa (che di sicuro qualcuno copierà) e un po’ perché insomma, non passano inosservate tanto sono belle.

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Bologna è una città cui piacciono le certezze mescolate a una sorta di testarda follia, come le due Torri, che una volta erano parallele e invece prima o poi si avvicineranno a tal punto da sostenersi l’una con l’altra. Come piazza Santo Stefano, bellissima con il pavé ma anche scomodissima, proprio per il suo pavé. Le direttrici diventano dei sentieri per le tante biciclette, per chi passa per il suo running quotidiano, per i tacchi delle signore, per le ruotine dei passeggini. Anche per noi, che abbiamo deciso di fare qualche parola crociata lì, al centro, nel bel mezzo di piazza Santo Stefano, comode nelle nostre Calligaris e rinfrescate dall’aria più mite della sera. Se non è testarda follia questa.

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