It’s a cruel, cruel summer, Tina.

Ecco che arriva l’estate, di nuovo. L’estate ha sempre qualcosa di crudele se si imbatte nel dolore, mentre ti gira intorno cercando di violentarti col sole e le sere piene di stelle e l’acqua salata che asciuga la malinconia e sott’acqua la gonfia come un pallone da prendere a calci.

Per esempio quando finisce un matrimonio e una famiglia si spezza. Che estate è quella? Ce la racconta Alessio Torino nel suo ultimo romanzo in uscita per Minimum Fax. Nel suo Tina Torino descrive con guizzo da poeta le vacanze di tre donne: Tina, sua sorella Bea e la loro mamma, ferie d’Agosto a Pantelleria per allontanarsi da un dramma tutto cittadino: la fuga del padre con una ragazzina e la fine di un amore.

L’estate sembra essere qui la stagione dell’adolescenza, intesa non tanto in senso fisiologico – seppure Tina e Bea vi appartengano entrambe – piuttosto come “traghetto”, istante di passaggio dal noto all’ignoto, dalla sicurezza alla curiosità. Un’emersione, fuori dall’apnea acquatica, che trasforma i personaggi in qualcosa di nuovo, senza lasciare scampo al passato.

Perché nel corso di una sola estate tutto può cambiare, e lo stentare a riconoscersi è il prezzo da pagare per questa metamorfosi. I personaggi, tutti stranissimi e magistralmente delineati, ruotano attorno ai protagonisti come mine impazzite innescando processi irreversibili.

Sulla scena torrida passeggiano le delusioni e i sentimenti, in un romanzo crudele e poetico che lascia sul finale un retrogusto come di pesche marcite. La fine, inevitabile, dell’estate. Della giovinezza. Dell’innocenza.

 

Alessio Torino (Urbino, 1975) ha esordito nel 2010 pubblicando per Pequod il romanzo Undici decimi (Premio Bagutta Opera Prima, Premio Frontino) a cui sono seguiti per minimum fax Tetano (vincitore del Premio Lo Straniero) e Urbino, Nebraska (2013, Premio Letterario Metauro, Premio Subiaco Città del Libro). Il suo ultimo romanzo è Tina, in uscita per minimum fax a giugno 2016.