Si chiama Hopelessness, il risveglio della coscienza di Antony Hegarty, lead singer degli Antony and The Johnsons che ha deciso di dare una svolta alla sua carriera diventando per tutti ANOHNI. Hopelessness è il nome che Antony ha voluto dare al suo nuovo inizio, Anohni quello che ha scelto per affermare la sua identità di donna. Pur essendo dichiaratamente transgender, ha accettato per molto tempo che le persone si rivolgessero a lei con pronomi maschili. Ma, si sa, le parole sono importanti e “rivolgersi a una persona secondo il genere a cui ha scelto di appartenere è onorare il loro spirito, la loro vita e il loro merito. ‘Lui’ è un pronome invisibile per me, che mi nega“, è questo il pensiero di Anohni, dichiarato in un’intervista a Flavorwire.

Ma la svolta è attiva: Anohni con Hopelessness non guarda, come in passato, alla sua vita interiore, bensì ci offre il suo sguardo su ciò che succede nel mondo. Un sacco di problemi, inutile dirlo, ma non sarà anche un po’ colpa nostra? Canta di guerre di droni, dello scandalo NSA, dell’illusione della trasparenza governativa, dell’ambiente che stiamo distruggendo, ma il suo non è un semplice dito puntato contro il cattivo, è una presa di coscienza di esser in parte complice di tutto questo. I testi di Hopelessness sono affilatissime lame politicizzate, messaggi forti e vibranti che riescono magicamente a volare leggeri grazie alla melodia che li trasporta. La calda voce di Anohni viaggia in un disco di musica elettronica, quasi dance, realizzato con la collaborazione di Oneohtrix Point Never e Hudson Mohawke.

La critica l’ha adorato. Quello di Anohni, ad ora, è uno dei dischi più belli di questo 2016.

In Italia potremo sentire ANOHNI in un’unica data, il 12 luglio al Flowers Festival (Torino). Il consiglio è di fare clic qui ed assicurarsi una prevendita.