Quante volte vi siete chieste: che lavoro c’è dietro i gioielli fatti a mano che indossiamo? Ci piace tanto l’artigianato e la creatività, ma in fondo di cosa stiamo parlando veramente? Buy Buy Baby vi racconta i retroscena di Thin Things, brand italianissimo di gioielli fatti a mano, nonché la storia di una donna, Margherita Roncoroni, che ha scelto di portare avanti il proprio talento. I Thin Things sono gioielli sottili, ma non solo, sanno anche essere piccoli ricordi leggeri delle cose belle della vita: c’è spazio per le forme geometriche perfette, gli oggetti quotidiani che amiamo, ma anche la sperimentazione con gioielli dalle forme più piene, alternative. Il fil rouge? Il lavoro manuale e l’amore per le cose fatte bene raccontato proprio da Margherita.

Margherita Roncoroni Thin Things gioielli

Margherita Roncoroni fotografata da Federica Lissoni

Cosebelle Magazine: Orafa con un background in grafica, come è nata l’avventura Thin Things?
Margherita: Devo ammettere che mi sono avvicinata ai gioielli un po’ per caso. Stavo per finire la triennale in Design della Comunicazione e, memore della prima esperienza universitaria sbagliata –mi ero iscritta a matematica e ho resistito un semestre-, ho pensato che avrei voluto fare qualcosa che mi piacesse davvero, e la prima cosa che mi è venuta i mente sono stati i gioielli! Ho trovato così una scuola a Milano, la Scuola Orafa Ambrosiana, dove ho imparato tutti i segreti del mestiere.

Parliamo dell’aspetto pratico del tuo lavoro e di quanto sia importante dare il giusto valore a creatività e manualità.  Come nasce un gioiello Thin Things e quanto lavoro c’è dietro?
I primi gioielli della collezione Thin, quelli con le forme geometriche, sono nati per soddisfare un mio desiderio personale: da tempo cercavo degli anellini sottili da poter tenere sempre, ma non li trovavo mai in giro. Sono seguite poi le collezioni stagionali, risultato dell’idea di usare per i gioielli il concetto del pittogramma come massima semplificazione degli oggetti, a cui mi ero avvicinata molto con la grafica.
Il primo modello di ogni anello è ovviamente il più lungo, dopo lo studio della forma, butto giù uno disegno che diventa poi il riferimento per le misure e le forme da riportare sull’anello finale. È un processo molto interessante e delicato, lo cambio e ci ripenso svariate volte. Man mano che procedo, verifico che la mia idea funzioni. Una volta finito il primo, quelli successivi sono molto più veloci ed immediati.

lavoro Thin things gioielli fatti a mano

C’è anche la Thick collection, sempre lavorata/creata a mano, ma con forme piene e con un concept diverso. Thin e Thick sono collezioni complementari o due lati opposti della stesse mente creativa?
La collezione Thick è nata dalla mia necessità di sperimentare tecniche diverse e poter lavorare su un prodotto che fosse più massiccio e “pieno” rispetto agli anellini sottili. Il filo rosso che unisce le due collezioni restano comunque le forme geometriche e le linee semplici.

anello pietra blu thin things gioielli fatti a mano

forme geometriche thin things gioielli fatti a mano

Cosa è essenziale per una linea di gioielli fatti a mano per renderla moderna e femminile?
La prima cosa in assoluto è creare e produrre gioielli che rispecchino il proprio gusto personale, poi col tempo e grazie ai feedback del pubblico, si può cercare di capire cosa piacerebbe alla gente e realizzarlo, sempre restando in linea con la propria idea di produzione.

Una questione che ci sta molto a cuore: donne e imprenditoria. Cosa vuol dire per una donna scommettere su una idea e lanciare un proprio progetto in autonomia? Qual è la parte migliore dell’essere una lavoratrice in proprio?
Da ormai un anno mi dedico full-time ai gioielli ma all’inizio non era così: ho incominciato seguendo parallelamente la produzione di Thin Things e facendo stage part-time per diversi studi di grafica. Un po’ per volta i gioielli hanno preso sempre più piede mentre il lavoro d’ufficio non era proprio per me. Ho deciso quindi di concentrarmi unicamente sulla mia produzione.  Lavorare in proprio, soprattutto all’inizio, richiede molta forza di volontà e determinazione in quanto bisogna essere in grado di crearsi un’ autodisciplina. Una volta intrapreso questo ritmo però, poter lavorare per la realizzazione di qualcosa di proprio trovo che sia impagabile anche perché non c’è nessuno a cui dover rendere conto se non sé stessi.

chicco caffè Thin Thngs gioielli fatti a mano

E per chiudere la nostra domanda di rito: una Cosabella per te?
Una Cosabella è la mia Moleskine che ho iniziato a usare dal primo giorno di Thin Things in cui segno tutti gli ordini, idee e nuovi progetti su cui vorrei lavorare. Non posso mai separamene!

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(photo credits: Thin Things, Federica Lissoni)