Eraldo Affinati – L’uomo del futuro, Mondadori. Finalista al Premio Strega 2016. Presentato da Giorgio Ficara e Igiaba Scego

L’uomo del futuro è un viaggio, un lungo viaggio che l’autore e il lettore percorrono intorno al mondo, una raccolta di testimonianze, alla ricerca di un bagliore, quello stesso bagliore che, negli occhi degli scolari, fa distinguere il buono dal cattivo maestro.

Un viaggio che parte da Firenze, dai luoghi della gioventù privilegiata di Don Lorenzo, e arriva nella Milano della sua formazione, passando dalla sua tenuta a Montespertoli, la Gigliola, fino in Africa e in Cina dove il priore non è mai arrivato, ma la sua scuola sì. Perché l’esperienza della scuola di Barbiana, apparentemente così peculiare e irripetibile, ha un’eco universale, che non invecchia e non conosce barriere linguistiche o culturali, una scuola totale, libera dalle formalità e totalmente devota alla conoscenza.

Un viaggio che ha coinvolto anche l’autore e lo descrive così: «Avevi letto i libri, preso atto delle biografie, consultato gli archivi, scorso gli elenchi di titoli, interrogato i testimoni — dice Affinati —; ma se non fossi venuto a Montespertoli, se non avessi visto questi poderi, sentito questo profumo di fiori, fotografato il cipresso al quale Laura Milani, la nonna letterata, dedicò perfino una poesia, non avresti capito il viaggio intrapreso da don Lorenzo verso le strade storte, i tetti sfondati, il fango rappreso, le porte rotte, le stanze fredde, i sandali bucati, la vita senza parole, le croste sui ginocchi dei bambini balbuzienti».

Il viaggio di Affinati ci porta lentamente all’incontro di Don Lorenzo Milani, che sia per la prima volta o in una sempre emozionante riscoperta della sua scuola, con «le famiglie che lavorano insieme all’educatore, un’alleanza istintiva, per il bene comune», e di quel bene comune che trascende le ambizioni personali, e perfino il benessere personale (il priore non ha mai permesso che la sua malattia fermasse la scuola di Barbiana), un viaggio all’incontro di un uomo che da mezzo secolo continua a essere un uomo del futuro.