Essere teenager è un affare complicato. Le insicurezze, le paranoie, il bisogno di omologazione, la sensazione che qualsiasi cosa in te sembra diversa dalla norma, necessariamente sbagliata. Come in “The Suicide Virgins” di Sofia Coppola: “Honey, you’re not even old enough to know how bad life gets” “Obviously, doctor, you’ve never been a thirteen-year-old girl”. Tutte le teenager insicure dovrebbero crescere con la consapevolezza del proprio potenziale creativo, delle mille strade di vita diverse da quelle mainstream, e del fatto che da grandi incontreranno persone incredibilmente simili a loro, persone strane in modo bello. E avrebbero bisogno non solo delle istruzioni per conquistare il ragazzo dei sogni o l’articolo sugli outfit back to school di “Ragazza Moderna” o “Top Girl”, ma anche arte, musica, manifesti femministi, e creatività.

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In queste settimane è stata ufficialmente lanciata a Londra la School of Doodle: una scuola online e una comunità “by girls for girls” che mira a essere una piattaforma per la promozione della creatività e l’autostima delle teenager. La missione della scuola è spiegata nel loro manifesto, scritto dalle ragazze che gestiscono la scuola: “When girls are free to exercise their imagination, we are free to rule the world. Doodle believes that art and culture should be accessible beyond the walls of institutions, and by giving girls access to ideas, experiences, and opportunities, you give us the confidence to turn our creative potential into future success.”

La School of Doodle è nata grazie a una campagna Kickstarter, e vanta tra i sostenitori moltissime celebrità.

In numerosi campi creativi, da Yoko Ono alle Pussy Riot, da Miranda July a Kate Nash e Marina Abramovic, tantissime hanno dato il loro ok. Le “maestre” della School of Doodle sono donne come loro: creative, indipendenti, talentuose, e con un bel po’ di cose da insegnare alle teenager. Che sia come trovare la propria vocazione o come pensare fuori dagli schemi, come sopravvivere al primo giorno di scuola o come scrivere testi di canzoni (lezione di Kim Gordon!). È tutto nel loro sfavillante sito. E, a proposito della grafica, chi lo dice che gli aggettivi “femminista” e “femminile” si escludano a vicenda? Evviva il glitter e il rosa!

Ecco il loro manifesto:

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