Come nascono le grandi collezioni d’arte? Non parliamo di musei e istituzioni, ma delle collezioni private di grande valore, create nel corso di anni. In che modo i grandi collezionisti contemporanei e del passato hanno cominciato? Intuito, chiaroveggenza o fiuto per gli affari? E qual è l’affascinante visione che porta a comporre una propria collezione di opere d’arte? La verità è solo una: tutte le collezioni iniziano allo stesso modo, dal primo acquisto.  E dal momento che anche i più grandi hanno cominciato da piccoli, ci chiediamo: “Da dove, esattamente?“. Se questa domanda vi suona un po’ naïf – e la risposta che vi verrebbe subito è “da una somma considerevole” –  questo articolo è anche per voi.

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©BabesAtTheMuseum.com

Pensiamoci: quanti grandi artisti del passato hanno vissuto sconosciuti ai più, ignorati dai giri che contano, talvolta pure da parenti e amici, e in povertà, vendendo dipinti e disegni per pochi soldi a fortunati e intuitivi acquirenti e collezionisti? Detto questo, comincia ad essere chiaro che forse le grosse disponibilità economiche non sono l’unico fattore determinante per iniziare a collezionare arte. In questi tempi incerti e fatti di contraddizioni, è possibile anche solo pensare di dedicarsi al collezionismo di opere d’arte “on a budget”? E perché ci pare quasi impossibile l’idea di acquistare un’opera d’arte per puro piacere personale, mentre non lo è l’idea di comprare un modello più performante di tablet o smartphone? E se non fosse vero che i capitali debbano essere per forza cospicui per esplorare le possibilità del collezionismo? Tutte queste domande, e altre ancora, le ho poste a qualcuno molto più esperto di me. Così che è nata l’intervista che state per leggere: quattro chiacchiere con Nicola Maggi, giornalista, storico dell’arte e fondatore di Collezione da Tiffany, rivista online italiana dedicata al collezionismo di arte contemporanea.

Tutto quello che volevate sapere su come iniziare una collezione d’arte personale (anche con budget limitati), ma che non avete mai osato chiedere.

Spoiler: se pensavate che acquisti online, pagamenti rateali e politiche di reso riguardassero solo vestiti o complementi d’arredo, resterete sorpresi.

Partiamo dai fondamentali: è possibile avviare una propria collezione “on a budget”? Penso a neolaureati appena entrati nel mondo del lavoro, oppure lavoratori anche precari o con uno stipendio medio, ma anche basso: possono pensare di avvicinarsi al collezionismo?
Definire il budget da destinare agli acquisti d’arte è sempre una buona regola, a prescindere dal reddito che si ha. Al di là di questo, sì, anche con budget contenuti si può iniziare una collezione degna di questo nome. Sul mercato si possono trovare sia opere di artisti emergenti che di nomi ormai storicizzati a prezzi accessibili, diciamo entro i 5000 euro. Ma si trovano anche lavori ottimi che non superano i 1000-2000 euro, in particolare se ci si interessa ai giovani. Oltre al fatto che, se ci si innamora di un’opera che supera le nostre possibilità, si può pensare di concordare con il gallerista qualche forma di pagamento dilazionato, a rate. Un’opzione che spesso non viene presa in considerazione ma che invece può essere la soluzione giusta per i tanti appassionati che non possono contare su stipendi elevati. In fondo, al di là dell’oggetto, si tratta di un acquisto come un altro. Quante volte ci capita di comprare un auto o un computer a rate?

Vediamo più da vicino alcuni aspetti pratici. Per decidere di voler iniziare una propria collezione da zero, cosa ci deve essere alla base?
Passione per l’arte e tanta curiosità. Il collezionismo è, per prima cosa, un percorso di scoperta in cui si mettono in gioco cuore, occhi e testa. Il segreto è riuscire, con il tempo, a bilanciare questi tre elementi anche se, all’inizio, il cuore (o la pancia, se si vuole) tende un po’ ad avere il sopravvento. Ed è anche giusto che sia così, almeno in un primo momento. Il rischio maggiore che dovrebbe correre un collezionista è quello di mettersi in casa qualcosa che gli piace, che gli parla ed è il cuore a dirglielo. Come quando si incontra la donna o l’uomo della nostra vita. Poi è necessario capire il perché di questo innamoramento, approfondendo la conoscenza dell’artista. Una cosa questa che si può fare, inizialmente, anche semplicemente con un po’ di ricerca sul web. In particolare quando siamo ai primi passi e si ha ancora timore di fare domande ai galleristi.  Poi l’approfondimento passa inevitabilmente anche dalle riviste di settore, dai libri e dai cataloghi delle mostre. Cercare di capire come mai un’opera o un artista ci attirano è fondamentale per sviluppare, nel tempo, un proprio gusto che poi ci guiderà nei passi successivi. Una collezione d’arte, d’altronde, deve essere un ritratto intimo di chi la crea. Per questo direi anche di evitare le “mode” o gli acquisti per mero investimento. La passione è fondamentale.

collezionismo

Se dovessi consigliare nella pratica come muovere i primi passi, quale potrebbe essere? Consultare determinati strumenti, cartacei od online, frequentare determinati luoghi… come farsi un’idea del polso della situazione?
Che si decida di comprare una sola opera o di mettere insieme una collezione vera e propria è fondamentale confrontarsi con il mercato. Capire cosa offre, magari frequentando qualche fiera o andando alle inaugurazioni nelle gallerie della propria città. Ma anche leggendo le riviste specializzate, online e offline, che oggi sono uno dei pochi strumenti per essere realmente informati sull’arte di oggi, visto che i nostri quotidiani danno pochissimo spazio all’arte contemporanea, fatta eccezione per le grandi mostre [N.d.A. qui trovate un ebook consultabile sul sito Collezione da Tiffany, una guida pratica al primo acquisto]. La fiera, da un certo punto di vista, intimidisce meno rispetto all’ingresso in solitaria in una galleria. Solo frequentando il mondo dell’arte si più capire cosa ci piace, imparare a conoscere il nostro gusto fino ad arrivare ad individuare quegli artisti della cui opera vorremmo circondarci. E così si arriva ad avere anche delle gallerie di riferimento che si seguiranno con più attenzione. L’importante è non avere fretta e puntare a opere di qualità: meglio una bella opera di un nome meno noto che una crosta a firma di un grande artista.

E prima di procedere concretamente all’acquisto?
È  bene prendersi un po’ di tempo, anche se temporeggiare troppo è sconsigliabile. Ma una fase di “rodaggio” è utile per prendere confidenza con il collezionista che è in noi. E non si deve aver paura di fare domande, i galleristi sono lì per questo e se vi vedono seriamente interessati saranno ben contenti di darvi tutti i dettagli necessari e magari, se l’opera che avete sott’occhio costa troppo, anche di indicarvi qualcosa di più abbordabile a firma dello stesso artista. Se ci pensi bene non è poi così diverso da qualunque forma di acquisto importante. Quante domande facciamo agli addetti prima di acquistare anche un semplice smartphone? E quanto tempo passiamo a documentarci per sapere quale potrebbe essere il modello più adatto alle nostre esigenze e tasche? Con l’arte l’approccio deve essere lo stesso. Ogni acquisto deve essere fatto con consapevolezza.

“Curiosità, passione, e frequentare le gallerie. E ben vengano le domande ai galleristi, sono lì per questo.”

Babes at the museum - ©BabesAtTheMuseum.com

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Come avvengono in genere gli acquisti? Tramite gallerie o direttamente dagli artisti?
Il contatto con gli artisti è sempre importante per conoscere meglio il loro lavoro, ma l’acquisto è preferibile farlo in galleria. In ogni caso è fondamentale richiedere sempre l’autentica dell’opera (obbligatoria per legge) e una fattura/ricevuta di pagamento “parlante”, ossia che contenga tutti i dati necessari per ricondurla al lavoro che si è acquistato. Sono due documenti che, in un futuro, saranno fondamentali per un’eventuale rivendita perché attestano l’autenticità dell’opera e la sua provenienza. Comprare in “nero” è l’errore più grosso che si può commettere, danneggia il collezionista e l’artista. Tutti questi documenti, poi, andranno conservati con cura e costituiranno l’archivio del collezionista. A tal proposito mi sento di sconsigliare gli acquisti, invece, dai vari corniciai che, sempre più spesso, si improvvisano anche “mercanti” ma che commerciano opere prive dei documenti necessari. Questo non vuol dire che siano necessariamente dei falsi, ma sicuramente il rischio è più alto e se non si ha l’occhio ben allenato è sempre meglio evitare di esporsi a pericoli inutili.

Naturalmente ci sono categorie di opere d’arte meno care di altre, su cosa consigli di puntare?
Oggi gli artisti sperimentano su vari supporti e questo permette di poter scegliere tra opere affini per ricerca artistica e stile, ma con prezzi molto diversi. E’ il caso ad esempio delle opere su carta che costano, mediamente, molto meno di quadri o sculture. E questo vale anche per la fotografia e i multipli che, ancora oggi, permettono di mettere insieme una collezione di un certo pregio con cifre imparagonabili a quelle che ci vorrebbero per una raccolta di dipinti. Ma la scelta è veramente ampia. Molto interessante, ad esempio, è il collezionare libri d’artista. Con questo termine non si indicano dei semplici libri illustrati ma vere e proprie opere d’arte create da artisti. Ce ne sono di meravigliosi. Anche in questo caso i prezzi sono più contenuti e se poi si ha poco spazio in casa si possono riporre su uno scaffale proprio come si fa con un libro normale. Oltre ai supporti, poi, ovviamente sul prezzo delle opere influiscono anche le dimensioni. Insomma, anche per chi ha budget limitati le opzioni sono moltissime: basta indagare.

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Dove cercare? Quali manifestazioni consiglieresti di frequentare a chi è interessato ad avviare una collezione personale con budget contenuti?
Sicuramente un buon punto di partenza sono le fiere che permettono, a chi non ha molto tempo per viaggiare, di avere una panoramica su cosa offrono le gallerie italiane ed estere. Per quanto riguarda il nostro Paese, in particolare se parliamo di opere dai prezzi contenuti, direi che SetUp a Bologna (gennaio) e TheOthers a Torino (novembre) sono due appuntamenti adatti per un “debutto”. Ma visto che l’educazione dell’occhio è fondamentale, anche per non prendere delle “cantonate”, è bene tenere in considerazione anche appuntamenti come Artissima, la nostra principale fiera di arte contemporanea, che si tiene sempre a Torino in novembre e di cui TheOthers è la fiera satellite. Negli ultimi anni, inoltre, sono cresciute sia il Miart di Milano (maggio) che ArtVerona (ottobre). Per chi è interessato alla fotografia, invece, il Mia di Milano è la fiera fondamentale. In concomitanza di queste fiere, peraltro, si tengono tantissime mostre sia in gallerie che in spazi istituzionali: una vera full immersion nell’arte di oggi. Tante occasione per una gita e per iniziare a formare il proprio gusto e capire cosa ci si può permettere di acquistare. Eviterei invece situazioni come le varie fiere di arte “accessibile” che spesso hanno prezzi bassi, ma anche una qualità della proposta molto discutibile.

Acquisti online. Pensi abbia senso prenderli in considerazione?
Ormai online si compra di tutto e non ho niente contro l’acquisto di arte nel web. Le cautele e i documenti sono sempre gli stessi, ma visto che non si può visionare l’opera fisicamente, è bene fare attenzione, ad esempio, alle dimensioni. L’importante è rivolgersi alle piattaforme online più accreditate, le stesse che utilizzano anche le gallerie e le fiere, come ad esempio Artsy. Eviterei canali come e-bay che espongono a rischi maggiori perché chi vende è un privato “sconosciuto” e non sono pochi i casi in cui sono stati acquistati falsi, tanto che oggi hanno messo online una pagina dedicata a questo problema. Se si compra online, poi, dobbiamo ricordarci che, come per gli altri acquisti che si fanno sul web, è possibile restituire l’opera se quando arriva non è come l’avevamo immaginata o se è danneggiata. Quindi controllare sempre le politiche di vendita, così da tutelarsi. 

Bene, ora sapete tutto quello che c’è da sapere per iniziare. E ricordatevi, non siate timidi! Chiedete, domandate, cercate, tentate, sbagliate e aggiustate il tiro. L’enorme collezione privata di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé non è stata fatta in un giorno: da qualche parte bisognerà pure cominciare.

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N.d.A. A questo proposito segnaliamo l’utilissimo survival-kit pubblicato da Collezione da Tiffany, con molte informazioni pratiche sull’acquisto online.