la figlia sbagliata

 

Raffaella Romagnolo, candidata al Premio Strega 2016 con “La figlia sbagliata”, edito Frassinelli, presentato da Fabio Geda e Giuseppe Patota.

Una storia enigmistica, un vortice che trascina verso il basso, ma non si vede, perché tutto sembra normale. Protagonista è una famiglia normale, con l’unico neo di una figlia un po’ disobbediente e indipendente, Riccarda, ma in compenso l’altro figlio, Vittorio… beh, lui è perfetto!

La scena iniziale è quella che ti blocca, da lì inizia la spirale, un mulinello tra il passato e il presente di una coppia di pensionati, sposati da oltre quarant’anni, distrutti nelle prime righe del romanzo da un infarto che fulmina Pietro, il marito. E da lì il nulla che accade: Ines, la moglie, che non fa niente, continua a lavare i piatti, a guardare la tv, osserva il marito, va a letto. Il mattino dopo tutto uguale, ma inizia per la donna un viaggio, negli abissi, nei segreti, nelle ipocrisie di quella famiglia semplice, con qualche sogno represso e altri – quelli sbagliati – realizzati. La Settimana Enigmistica immobile tra le mani dell’uomo che ormai non c’è più, e la moglie che risolve l’enigma della sua vita, accorgendosi di quanto ha lasciato in silenzio, vivendo ora, in quella casa in cui ormai regna l’immobilità, i suoi desideri più vivi. Giorni di follia spaventosamente immobile, mentre i ricordi di Ines disegnano – perché il disegno è ciò a cui ha rinunciato – la verità.

La storia procede per eventi scioccanti, per allusioni che inchiodano il lettore che, come davanti a un rebus, prova a guardare la scena nel complesso. Le sensazioni che ci sia qualcosa di nascosto sono forti, a tal punto che non si vuole spezzare la lettura, e il romanzo di legge in due/tre ore.

La figlia sbagliata indaga negli abissi in cui ci sono le passioni soffocate, spinte in un angolo remoto e dimenticate, perché le passioni non sono razionali e quindi possono essere pericolose. Ma quando gli eventi spezzano la vita ragionevole che una famiglia si è costruita, il rischio è di ricordarsi chi si era nel profondo e scoprire che si amava ciò che ci si costringeva a rifiutare.

Riccarda è la figlia sbagliata, sbagliata già nel suo nome, scelto nel caso fosse stato un maschio e invece… Riccarda. È la figlia che rifiuta le regole, che vede il fratello realizzare i sogni della loro madre, a costo di frantumare i suoi sogni da campione di nuoto. Riccarda è la figlia che ha vissuto in ogni momento ciò che desiderava, è la figlia incomprensibile e ribelle. Ma la sua famiglia è il vero rebus, le parole mai dette, le vite mai vissute.

Un romanzo carico di dolore, sorpresa e vita.